Van De Sfroos abbraccia il suo Sociale. I brani di “Manóglia” già classici

Recensione La prima volta sul palco del teatro 25 anni fa. Un concerto speciale

Come volevasi dimostrare, un concerto al Teatro Sociale della sua Como per Davide Van De Sfroos non è mai un semplice concerto. Quello andato in scena sabato è stato speciale sotto diversi punti di vista.

C’era un anniversario importante che, pure, il cantautore lariano non ha voluto sottolineare troppo, ma sono passati 25 anni quasi esatti da quando ha varcato per la prima volta la paludata soglia dell’ultrabicentenario teatro portandoci il suo folk (inteso come stile, ma anche proprio come popolo). C’è una tournée che sta volgendo al termine e che, quindi, ha visto lui e i suoi - Angapiemage Galiano Persico (violino, mandolino e percussioni), Paolo Cazzaniga (chitarra acustica ed elettrica), Andrea Cusmano (fisarmonica, trombone, flauti, plettri etnici), Daniele Caldarini (pianoforte, tastiere e plettri), Matteo Luraghi (basso e plettri) e Silvio Centamore (batteria e percussioni) – oliatissimi grazie a tutte le performance passate, mettere in scena uno spettacolo pressoché perfetto. C’era anche una questione personale, tutt’altro che secondaria: il compleanno di mamma Fernanda, a cui è stato riservato il palco d’onore, salutata con grande affetto non solo da quel figlio che, alla fine, fortunatamente non ha mai messo la testa a posto, ma anche da tutti i presenti che l’hanno mitizzata, perché, come la “Zia Nora” non è più solo sua.

Le canzoni di “Manóglia” sono già dei classici e quelle classiche davvero – spiccano una “Yanez” celtica, una “Gira gira” reggae e una “Nona Lucia” particolarmente scatenata con “Anga” sugli scudi – infiammano un pubblico calorosissimo. Prossimo appuntamento importante, Forum di Assago, 23 novembre: esserci.

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