Andy, quando il talento batte l’autismo

La storia Trent’anni, una passione per il disegno e un sogno: «Crescere, migliorare, e specializzarmi nell’arte del fumetto»

Ieri è stato un giorno speciale per Andrea, è stato il suo 30simo compleanno, festeggiato circondato dall’affetto della famiglia come sempre.

Il desiderio che ha espresso soffiando sulle candeline però Andrea non lo vuole dire. «Altrimenti - dice - non si esaudirà mai».

In realtà però quale sia il suo sogno lo si intuisce ascoltando le sue parole che scorrono veloci, tutte tese a raccontare quella che è la sua vita, la sua passione. Andrea Belluardo, è Andy Belussix, un bravo creatore di animazioni digitali, che se la cava alla grande anche con il tratto a mano libera.

Animatore digitale

«Ho appena partecipato a un concorso per disegnatori della Disney, essere scelto sarebbe un sogno, ma a oggi non ho ancora avuto risposta». Di risposte Andrea ne riceve poche, quasi nulle, così come telefonate da amici e conoscenti.

A sottolinearlo è il padre Angelo, che insieme alla mamma Sara e al fratello Paolo vivono con Andrea. «Mio figlio Andrea è affetto d’autismo e temo che questo influenzi il giudizio che gli altri hanno sul suo lavoro, oltre che su di lui».

Da sempre affascinato dal mondo del disegno animato e dalle storie oggi è, forse prima di tutto, un disegnatore e animatore digitale, che sta cercando il proprio posto nel mondo del lavoro.

«Non chiedo un’assunzione, ma mi piacerebbe molto poter confrontarmi con dei colleghi, almeno qualche volta. Ogni tanto produco qualcosa per il Comune di Cernobbio e per qualche associazione, che ringrazio. Il mio sogno è quello di essere parte di un team».

Andrea con spiccata ironia racconta di sé e dalla sua vita, anche attraverso delle strisce umoristiche dove il protagonista è il suo alter ego Andy, un ragazzo in gamba che si svela senza difficoltà, promuovendo messaggi sociali.

«Come quelli contro il bullismo, a favore dell’inclusione sociale e per promuovere l’attenzione verso l’ambiente. Proprio con un cortometraggio sull’importanza di fare una corretta raccolta differenziata dei rifiuti, ho ricevuto il riconoscimento della critica al concorso “Ciakkare” de La Provincia».

A questo, sono seguiti lavori in animazione e grafica, ma nessuna concreta possibilità di collaborazione continuativa, nessuna chance vera di poter spiccare definitivamente il volo.

«Ho frequentato la scuola Ripamonti di Como, ed è stato lì che grazie alla mia insegnante ho capito che la mia passione per il disegno e le storie sarebbe potuta diventare qualcosa di più. Ho frequentato con successo la scuola del fumetto di Milano, che mi ha permesso di specializzarmi ancora di più, ma voglio migliorare, sto studiando per perfezionarmi nell’animazione 3d. Infatti, cerco un insegnante, un mentore», continua Andrea, con la sua simpatia e determinata energia.

Tantissimi i personaggi che ha creato, tutti con nomi propri e completi di una personalità molto precisa. Bambini, ragazzi o personaggi fantastici come il postino “Gallo Cedrone” o “Babbo Smemorino” creato per il comune in cui vive, per il Natale del 2020. Tra quelli più riusciti anche Fiammetta, una bellissima ragazza incontrata veramente che ha attirato l’attenzione di Andrea e a cui poi ha dedicato storie e strisce divertenti.

I timori di mamma e papà

Quello che preoccupa i familiari di Andrea, è che resti solo. «Ho sempre frequentato l’oratorio e lo faccio ancora». Ma i vecchi amici hanno sviluppato attività di vita diverse, tra lavoro, nuovi interessi o la formazione di nuove famiglie.

«Come genitori ci siamo sentiti spesso dire che Andrea dovrebbe trovare un’associazione che lo segua, perché crescendo le persone con il suo disturbo tendono a peggiorare – spiega papà Angelo -. Dal mio personale punto di vista, sono state le altre persone a cambiare: finché Andrea era bambino non viveva in isolamento come ora».

Lo avrete capito, dunque, che il desiderio di Andrea è quello di essere parte di una comunità: amici, colleghi con cui confrontarsi e migliorarsi. E magari, ogni tanto, andare a mangiare una pizza.

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