Pride, per dare voce a chi non ce l’ha: la sfida è superare le barriere della diffidenza

La manifestazione Non soltanto musica e folclore: il corteo di sabato affronta il tema della discriminazione. Il bilancio della giornata? «Sarebbe bello un futuro in cui questi eventi non servano più»

Pride, per dare voce a chi non ce l’ha: la sfida è superare le barriere della diffidenza
Centinaia i partecipanti riuniti ai giardini a lago al termine del corteo
(Foto di cusa)

Un fiume di ragazzi e ragazze in festa, un tripudio di bandiere arcobaleno, striscioni, cartelli, un messaggio lanciato in coro marciando per le vie della città: “Uniti per la lotta” e “Como città di tuttu” (dove la “u” finale simboleggia il rifiuto verso le distinzioni di genere). Lotta alle chiusure, alle discriminazioni di genere, lotta per i diritti civili e l’inclusione sociale. Una vera festa il Como Pride di sabato 9 luglio, condivisa da centinaia di persone. Numeri anche più importanti rispetto alle previsioni, soprattutto se si confronta l’edizione dei quest’anno con quella dell’anno scorso, la prima per Como.

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