Racconti d’acqua dolce, dal Lario al Segrino, i volti e le associazioni dei nostri laghi
Speciale Il numero di Diogene di questa settimana è monografico, protagoniste le storie di chi vive i nostri laghi. La copertina è dedicata a Marta Pezzati, volto storico del volontariato comasco, scomparsa la scorsa settimana
Lettura 1 min.Questa settimana Diogene si occupa di “acqua dolce”, raccontando le storie di chi vive i nostri laghi - persone e associazioni - dal Lario ai suoi “fratelli minori”.
Tra questi c’è il lago del Segrino, che fino agli anni Ottanta era il più inquinato tra i piccoli laghi briantei. Ce lo racconta Roberto Vignarca, che ha vissuto da vicinissimo quel momento in cui scienziati e politici hanno deciso di salvare l’ecosistema del Segrino. Poco più in là, il lago di Piano si prepara ad un evento unico che si ripete ogni anno tra settembre e ottobre: il richiamo dei cervi. In tanti organizzano escursioni nella riserva per poter osservare questi animali maestosi usciti allo scoperto. Sono invece rane, rospi e tritoni i protagonisti tra i fili d’erba attorno al lago di Montorfano. A loro ci pensa l’associazione “L’Ontano”, con salvataggi e recuperi degli esemplari a bordo strada.
Le storie di chi vive il lago tutto l’anno
Inutile nascondersi però: nell’estate comasca il grande protagonista è il Lario, che per via della sua natura urbanizzata offre non tanto storie di animali, ma storie umane, di chi il lago lo vive tutto l’anno, o non lo vive nel più classico ruolo del turista. C’è chi lavora come bagnino, chi come pescatore, magari su una barca, con la canna da pesca in mano e una lunga attesa davanti. Si potrebbe relegare questa passione alla terza età: niente di più sbagliato. Lo raccontano i Pescatori Alpha, che tra le fila di amatori vedono un continuo ricambio generazionale. Sono proprio loro a fotografare l’effetto del cambiamento climatico sulla fauna lariana: in acqua i lavarelli e i persici non sono più i protagonisti. Altre specie aliene, tra cui il pesce siluro, hanno fatto piazza pulita.
Soccorritori, professionisti e volontari
Oltre ai pescatori, sulle sponde del lago, c’è un altro gruppo di persone che lavora senza sosta e vede intensificare le operazioni proprio in estate. Sono i soccorritori, professionisti e volontari, che troppo spesso vengono chiamati in riva per prestare aiuto a chi ha appena rischiato l’annegamento, magari tuffandosi in barba al divieto. Nei casi peggiori, purtroppo, quei corpi vengono restituiti senza vita, anche dopo qualche giorno. Ed è ricordando quegli episodi che si rinnova l’appello: mettere la propria sicurezza prima di tutto, non fare il bagno dove è vietato e non fidarsi troppo della capacità di nuotare, perchè l’acqua dolce del lago sa fare brutte sorprese.
La copertina di questo speciale sui laghi, però, fa eccezione: abbiamo deciso di dedicarla alla figura di Marta Pezzati, volto storico del volontariato comasco, scomparsa la scorsa settimana a 59 anni dopo una malattia.
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