Zone verdi a Como dove ci sono fino a dieci gradi in meno: la mappa

Rifugi comaschi Gli esperti confermano l’effetto anti afa: dalla Valbasca ai Giardini a Lago, ecco dove rifugiarsi

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Como

Tante città, esploso il caldo, si sono interrogate sulle oasi refrigerate e hanno fatto la mappa degli angoli più freschi perché più verdi.

Il Baradello e i boschi sopra Monte Olimpino

Parchi, boschi a ridosso delle zone urbane, ma anche viali alberati capaci di abbassare le temperature.

Il noto agronomo comasco, Angelo Vavassori, ha suggerito di vivere durante l’estate zone come il Baradello, i boschi sopra Monte Olimpino, oppure la Valbasca.

«All’ombra nei boschi la temperature scende di molto - ha spiegato Vavassori - fino a dieci gradi in meno, se è presente un ristagno d’acqua, meglio se si tratta di pozze e torrenti. Anche sotto ai gelsi dietro al Duomo ci sono già diversi gradi meno che nell’area circostante».

L’acqua corrente e i piccoli rivolti d’acqua raffreddano molto, a Camnago Volta si entra nel verde seguendo il Cosia.

«Ho confrontato in maniera empirica alcune aree della città di Como, zone del centro alberate e zone invece asfaltate senza piante - ha spiegato l’agronoma Anna Borghi -. In media la differenza segna tre gradi centigradi in meno dove c’è la presenza di verde. L’ombreggiatura degli alberi offre un rinfrescamento diretto, dal terreno e dalle radici, magari in presenza di un po’ di erba, esce molto meno calore rispetto al cemento e all’asfalto. Anche solo in piazza Cavour la pavimentazione accumula molto calore che tende a rilasciare dopo il tramonto, passeggiare nelle aree più cementificate non è consigliabile. Certo in centro l’ombra proiettata dalle case aiuta, ma la parte assolata non offre in gran parte la protezione data dalle piante».

Tanti spazi con zone ombrose

La Spina verde, i sentieri del Monte Goj, ma anche la parte fruibile dei giardini a lago, il parco di villa Olmo, ci sono tanti spazi in città con zone più ombrose, anche nei quartieri, a Rebbio c’è il parco Negretti sopra a Como Borghi c’è il San Martino che nasconde tanti angoli meno assolati.

Secondo diversi esperti nelle oasi verdi più verdi, distanti, con presenza di acqua, magari più ad alta quota, la temperatura può scendere anche fino a dieci gradi. Conoscere i luoghi più verdi e quindi meno torridi è importante per chi è rimasto in città, soprattutto per gli anziani, le persone fragili, quei cittadini che più di tutti soffrono l’afa e che possono patire problemi anche di salute per colpa delle temperature elevate. In ragione di scompensi, sincopi, mancamenti, soprattutto nella prima parte di luglio gli accessi negli ospedali e negli ambulatori sono stati significativi. Bisogna prestare attenzione e non sottovalutare gli effetti della grande calura sul nostro corpo. Cercare nel verde un po’ di refrigerio è importante.

«Il tema è di grande importanza ed attualità – dice il presidente del Wwf Insubria Maurizio Borghi – noi a proposito di isole di calore da tempo chiediamo politiche di depavimentazione. Parcheggi asfaltati, aree dismesse ancora lastricate, ci sono amministrazioni locali che hanno iniziato a togliere dai terreni le coperture per ridare aria alla terra e all’erba. Così si combatte il caldo, la siccità, sono operazioni da fare su larga scala. Dopo che per decenni abbiamo fatto l’esatto contrario dobbiamo tornare a un consumo di suolo zero, restituendo al verde metri quadrati».

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