Economia comasca. Ok servizi e turismo, male la manifattura

Numeri e trend. Focus di Intesa Sanpaolo per CdO Como. Per affrontare l’incertezza e le tensioni geopolitiche innovazione, giovani, advisory e sostegno alla liquidità

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«Vorrei che CdO Como fosse sempre di più una comunità viva, aperta e concreta, nella quale gli imprenditori possano confrontarsi e aiutarsi a non vivere da soli la responsabilità del fare impresa. La nostra storia lo esprime bene con una frase: “Un criterio ideale, un’amicizia operativa”» così Simona Frigerio, presidente di CdO Como, ha introdotto ieri la serata “Aperitivo in Compagnia - Dove va la nostra economia?” al Museo del Ghisallo, luogo che ha assunto anche un valore simbolico. «Un luogo profondamente legato al territorio, nato da un’intuizione che nel tempo è diventata un’opera condivisa grazie all’impegno di molte persone – ha proseguito la presidente - un’esperienza che richiama lo spirito della Compagnia delle Opere e il desiderio di costruire una comunità di imprenditori capace di incontrarsi, confrontarsi e sostenersi concretamente».

In questo contesto si è inserita la collaborazione con Intesa Sanpaolo e l’incontro dedicato agli scenari economici. «In una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche, volatilità dei costi energetici e trasformazioni dei mercati, per le imprese è fondamentale disporre di strumenti che consentano di comprendere ciò che sta cambiando e orientare con maggiore consapevolezza decisioni e investimenti» ha aggiunto Frigerio.

Per Stefania Trenti, responsabile delle ricerche sui settori produttivi e sulle economie territoriali della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, le aspettative per il fatturato 2026 delle imprese comasche sono positive per servizi e utilities, con ottime prospettive per gli alberghi, è prevista stabilità per le costruzioni, mentre agricoltura e manifatturiero mostrano un trend in negativo. In particolare un saldo negativo di -8,5 punti tra giudizi di aumento e calo del fatturato sintetizza le attese per il 2026 della clientela aziendale di Como, in un quadro di debolezza che contrasta con il +3,5% stimato per la Lombardia.

Il contesto globale, appesantito dalle tensioni geopolitiche in Iran, condiziona l’economia italiana (prodotto interno lordo atteso al +0,9% e inflazione al 3%), ma sul territorio comasco l’impatto appare più netto. A pesare è la contrazione del manifatturiero (-25,9) e delle imprese medie e grandi (-16,7). Unici segnali positivi giungono da servizi e utilities (+7,4), mentre l’export evidenzia un calo del -2,3% nel primo semestre 2026, pur in recupero sul -5,0% del 2025.

«Dall’analisi del nostro Research Department emergono con forza elementi chiave per la competitività delle imprese lariane: innovazione, ricambio generazionale, capacità di diversificare mercati e filiere e investimenti. In un contesto in continua evoluzione, le imprese devono puntare su questi fattori per crescere e affrontare mercati sempre più complessi – ha dichiara Daniele Pastore, Direttore Regionale Lombardia Nord della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo - siamo la banca di riferimento per lo sviluppo del territorio, affiancando le Pmi con competenze e un modello di advisory per la finanza straordinaria, per sostenerne investimenti, crescita dimensionale e passaggi generazionali, oltre a soluzioni di flessibilità per rafforzare la liquidità. Un impegno concreto con oltre 1,7 miliardi di euro erogati nel primo semestre a imprese e privati».

«Non possiamo controllare tutto ciò che accade, ma possiamo cercare di comprenderlo, prepararci e affrontarlo senza rimanere soli. È questo il contributo che CdO può dare alle imprese del territorio» ha concluso la presidente di CdO Como

A conclusione del confronto è stata organizzata, come consueto, una standing dinner aziendale, pensata per favorire lo scambio diretto tra le realtà economiche del territorio.

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