L’edilizia lombarda non ferma la sua corsa: prima parte del 2026 a pieno ritmo
I dati del settore evidenziano una crescita del fatturato del 3,7% nel 2025 e un incremento ulteriore del 7% nei primi mesi dell’anno in corso
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L’edilizia lombarda non ferma la sua corsa: nel 2025 il fatturato cresce del 3,7% e il 2026 parte a pieno ritmo (+7%) L’edilizia in Lombardia si conferma un pilastro insostituibile per l’economia regionale, inanellando il quinto anno consecutivo di crescita. I dati dell’indagine congiunturale pubblicata da Unioncamere Lombardia, presentati a Palazzo Lombardia, tracciano il bilancio di un comparto in salute: il 2025 si è chiuso con un incremento del volume d’affari del 3,7%, un risultato solido accompagnato da una parallela spinta sul fronte dell’occupazione. Gli addetti del settore sono infatti aumentati dell’1,5% (dati Infocamere-Inps), a dimostrazione di come il mattone continui a generare benessere e posti di lavoro sul territorio.
La fotografia scattata alla presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, del presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio e del presidente di Ance Lombardia John Bertazzi, mostra un settore capace di correre ancora più velocemente nei primi mesi del 2026. Nel primo trimestre dell’anno in corso, infatti, il volume d’affari ha registrato un balzo del 7% su base annua. A fare da traino sono soprattutto gli investimenti pubblici e le grandi opere infrastrutturali: ben il 53% delle imprese intervistate dichiara un aumento delle attività, una quota che sale addirittura al 68% se si isolano le aziende impegnate nel mercato dei lavori pubblici e della riqualificazione territoriale.
Tuttavia, lo scenario globale impone cautela. Le imprese monitorano con apprensione l’evoluzione geopolitica internazionale e la costante fluttuazione dei costi delle materie prime, elementi che potrebbero pesare sulla domanda nel medio termine.
«Stiamo lavorando per sostenere un comparto strategico», ha evidenziato l’assessore Guidesi, rimarcando l’impegno di Regione Lombardia su filiere sostenibili, economia circolare e innovazione tramite startup. «Formazione, comunicazione e nuove tecnologie sono cruciali per favorire il ricambio generazionale. I dati mostrano la grande solidità delle nostre aziende».
Un concetto ribadito da Gian Domenico Auricchio (Unioncamere): «I risultati dimostrano una straordinaria solidità, ma l’escalation dei costi e le incognite internazionali impongono massima prudenza. Per non disperdere questo patrimonio dobbiamo guardare oltre l’orizzonte del Pnrr, sostenendo investimenti in innovazione e competenze quando la spinta delle grandi opere pubbliche andrà a esaurirsi».
Infine, John Bertazzi (Ance) ha ricordato il peso specifico del settore: «Le costruzioni nel 2025 hanno inciso per oltre il 10% del Pil regionale. Operiamo in uno scenario complesso tra costi elevati e standard energetici stringenti. Per continuare a investire servono regole chiare, tempi autorizzativi certi e una programmazione stabile».
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