Indagini sul delitto di Buccinigo: la carrozzina della vittima aveva il freno inserito
La ricostruzione Un ulteriore elemento che avvalora la tesi dell’omicidio: con le ruote bloccate la donna non avrebbe potuto muoversi in giardino o buttarsi da sola nella vasca
Scorrendo punto per punto la ricostruzione della morte di Patrizia Monteleone effettuata dai carabinieri del Nucleo Investigativo della Compagnia di Como, emergono una serie di particolari inediti che tuttavia convergono tutti in una sola direzione: la donna, 64 anni, disabile, non poteva arrivare in quel punto della piscina della villa di Buccinigo da sola e caderci dentro.
L’ultimo di questo elementi riporta sempre alla carrozzina che la vittima (trovata morta all’interno dell’acqua dall’ex marito Carmine Civitillo, da domenica arrestato e finito in carcere in quanto sospettato dell’accaduto) usava per muoversi essendo disabile e paralizzata in tutta la parte sinistra del corpo.
Rovesciata e fradicia
La carrozzina, dicevamo, non solo è stata trovata rovesciata a bordo vasca in modo del tutto innaturale, ribaltata in avanti, tra l’altro bagnata e gocciolante come se fosse finita in piscina, ma aveva anche il freno delle ruote inserite. Un elemento all’apparenza insignificante, che però non è affatto spiegabile se non con il fatto che qualcuno l’abbia maneggiata dopo la morte di Patrizia.
Per ipotizzare infatti che Patrizia possa essersi mossa da sola, anche ammettendo che fosse in qualche modo riuscita ad aprirsi la porta finestra che dava sul giardino (alzandosi in piedi a circa due metri, lei che in piedi non riusciva a stare) avrebbe poi dovuto muoversi in giardino, sull’erba, con le ruote libere. Avrebbe poi dovuto raggiungere il bordo della vasca e spingersi dentro, oppure caderci in modo accidentale, ma in entrambi questi due casi le ruote avrebbero dovuto essere libere e non frenate.
Invece la carrozzina, che ripetiamo è per forza caduta in acqua essendo non solo bagnata da qualche eventuale schizzo ma completamente impregnata, tanto da essere gocciolante, è stata trovata con il freno azionato, dunque con le ruote bloccate.
Un segno anche questo assolutamente non compatibile con un gesto compiuto dalla donna ma da un’altra persona, verosimilmente la stessa che quella carrozzina ha poi estratto dall’acqua adagiandola poi ribaltata sul bordo della vasca per simulare una tragedia o comunque un incidente.
Le telecamere
E per la procura di Como, in un fascicolo coordinato dal pubblico ministero Alessandra Bellù, quella persona era l’ex marito che le telecamere poste all’inizio della via di Buccinigo dove si trova la villetta avevano visto rientrare in macchina alle 10 della mattina e poi non più uscire, nonostante quando dichiarato dall’ex marito sia ai carabinieri sia ai figli dopo averli avvisati (a mezzogiorno) del ritrovamento del corpo senza vita della madre.
Un altro tassello, quello dei freni della carrozzina inseriti, che va ad aggiungersi al quadro già ricco di elementi composto dalla procura e dai carabinieri. Il tutto nonostante l’indagato, nell’interrogatorio di martedì a Benevento, abbia continuato a negare ogni responsabilità, dichiarando fermamente e senza tentennamenti di non essere per alcun motivo coinvolto con quanto accaduto il 27 settembre scorso in casa sua a Erba.
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