Maternità ospedale di Erba: mozioni e raccolta firme, «No alla chiusura»

Erba Il mondo politico si sta organizzando per cercare di tenere in vita il reparto dell’ospedale. Ghislanzoni: «Ci rivolgeremo alla Regione». Zoffili: «Caprani convochi una riunione urgente»

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Erba

Divisi in consiglio comunale, uniti in difesa del punto nascita dell’Ospedale di Erba. Per Fratelli d’Italia e Lega, l’annunciata chiusura del reparto di maternità è inaccettabile: Claudio Ghislanzoni ed Eugenio Zoffili si mobilitano e chiedono un intervento del sindaco Mauro Caprani.

«Abbiamo presentato una mozione per raccogliere il sostegno di tutti i gruppi presenti in consiglio comunale, per poi intraprendere un’iniziativa volta alla salvaguardia del punto nascita» spiegano Ghislanzoni, presidente del consiglio comunale, e la capogruppo di Fratelli d’Italia Luisella Ciceri. «Speriamo che l’iniziativa possa essere sostenuta anche dagli altri Comuni del distretto erbese».

L’obiettivo

L’obiettivo, si legge nella mozione, è ottenere una deroga alla soglia minima dei 500 parti annui (nel 2026 a Erba saranno circa 250): Fratelli d’Italia ricorda che Regione Lombardia può presentare la richiesta, come ha fatto in passato per il Comune di Sondalo e per un punto nascita tra Gravedona e Chiavenna.

«Con la mozione chiediamo al sindaco di insistere con Regione Lombardia perché venga valutata questa possibilità e lo invitiamo a coinvolgere anche gli altri 28 sindaci del distretto» dice Ghislanzoni. «Abbiamo inoltre avviato una raccolta firme (per ora su change.org, presto anche attraverso gazebo, ndr), mentre la consigliera regionale Anna Dotti si sta muovendo a Milano per presentare un’interrogazione sul tema».

Quanto a Zoffili, deputato e capogruppo della Lega, è stato il primo ad annunciare battaglia: sabato, dalle pagine de La Provincia, ha chiesto al presidente regionale Attilio Fontana e all’assessore al Welfare Guido Bertolaso di salvare il punto nascita. L’obiettivo e le strategie sono le stesse di Fratelli d’Italia.

La nuova richiesta di Zoffili è rivolta a Caprani: «Chiedo al sindaco di convocare con urgenza una riunione con tutte le parti interessate, comprese le rappresentanze istituzionali e politiche del territorio. Contro questa decisione dobbiamo fare fronte comune, senza distinzioni, chiedendo un passo indietro e una deroga che consenta di mantenere aperto il punto nascita di Erba e tutti i servizi correlati».

La risposta del sindaco

Nel pomeriggio è arrivata la risposta di Caprani. «Da sindaco di Erba, sarà motivo di soddisfazione riunire e accogliere gli attori protagonisti della vicenda come richiesto dall’onorevole Zoffili. Senza dimenticare però che stiamo parlando di una struttura privata convenzionata con il servizio sanitario regionale: il Comune può solamente farsi parte attiva di interlocuzione» osserva il primo cittadino.

Per il resto, prosegue in risposta a Fratelli d’Italia, «ricordo che fra il 2023 e il 2024, quando i Fatebenefratelli cedettero la struttura a Lifenet, fu il sottoscritto a sedere ai tavoli con il nuovo gruppo per garantire l’occupazione dei dipendenti e uno scatto in avanti in termini di professionalità e tecnologie. Il tema era di livello assolutamente più impegnativo, ma allora - forse perché all’epoca occupavano una poltrona in giunta - nulla ebbero da obiettare».

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