Un tesoro nascosto per secoli: gli affreschi della chiesa di Barni tornano alla luce
Barni Dopo un intervento da 300mila euro, è completo il restauro della chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Sarà visitabile per tutto settembre, con ingresso libero
Lettura 1 min.Barni
Dopo il restauro che ha riportato alla luce affreschi rimasti nascosti per secoli, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Barni apre le porte ai visitatori. Per tutto il mese di settembre sarà possibile ammirare da vicino uno dei più preziosi edifici romanici della Vallassina, osservando i dettagli emersi durante il cantiere conservativo.
Le visite si svolgeranno ogni sabato dalle 15 alle 17 e ogni domenica dalle 15 alle 18. L’ingresso è libero, è gradita un’offerta destinata a sostenere i futuri restauri. Ad accompagnare il pubblico saranno i volontari di Cultura Barni e della Comunità Pastorale Alta Vallassina.
L’intervento ha restituito alla comunità opere che nessun abitante vivente aveva mai visto. Tra le scoperte più sorprendenti ci sono un vaso di fiori affrescato all’interno di una nicchia rimasta murata per circa trecento anni, un elegante apparato decorativo riemerso lungo la parete sinistra e il volto di San Lucio, tornato ai colori originari dopo il restauro eseguito dalla ditta Artemisia Restauro di Giuliano Maggioni e Ilaria Vannini.
Il recupero della chiesa si è sviluppato in due fasi, per un investimento complessivo di 300 mila euro. Il primo lotto, concluso nel 2021, ha riguardato il rifacimento del tetto e l’eliminazione delle infiltrazioni, con un costo di 150 mila euro. Nel 2022 è stato avviato il progetto dedicato agli affreschi, con lavori partiti nel 2023 e finanziati attraverso il Pnrr, la Curia di Milano e contributi di privati, per altri 150 mila euro.
Gli affreschi principali risalgono tra il XV e il XVI secolo, mentre alcune decorazioni recuperate appartengono ai primi anni del Novecento. Proprio durante una visita pastorale di San Carlo Borromeo la chiesa venne descritta come «tutta affrescata», testimonianza oggi confermata dalle scoperte emerse sotto gli intonaci. Le aperture di settembre permetteranno di conoscere da vicino questo patrimonio e di contribuire, con le offerte raccolte, ai prossimi interventi di conservazione.
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