Un lavoro nell’editoria: creatività e algoritmi

Il settore si evolve in un ecosistema multimediale dove sono decisive analisi dei dati e intelligenza artificiale. «Restano fattori strategici: curiosità, flessibilità di pensiero, ascolto verso i lettori e le tendenze della società»

«Per qualsiasi lavoro, e ancor più in editoria, è strategico avere curiosità, flessibilità di pensiero, ascolto verso i lettori e le tendenze della società, desiderio di trovare strade di qualità per scegliere i titoli, produrre, comunicare e vendere». Lo afferma Paola Di Giampaolo a margine dell’incontro dal titolo “Creatività e innovazione. Lavorare in editoria oggi (e domani)”, dialogo tra big player nazionali e internazionali sul mercato del lavoro nell’editoria libraria, organizzato dai Master di Editoria dell’Università Cattolica con Editrice Bibliografica, che si è tenuto il 16 marzo a Milano. Di Giampaolo è project manager e responsabile contenuti, orientamento e networking dei master, oltre che autrice del volume “Lavorare in editoria oggi” e curatrice, con Nicoletta Vittadini, della mappa delle professioni in editoria per il Salone del libro di Torino.

Professoressa, cosa racconta la mappa delle professioni?

Nella nostra Mappa delle professioni in editoria, per la quale abbiamo chiesto di inviarci le soft skill ritenute più importanti per i prossimi anni, sono emersi la creatività, la visione d’insieme e il lavoro in team, visto che l’editoria libraria non è un settore di geni solitari. E’ un settore che cresce grazie all’opera di team in cui ogni ruolo è essenziale. In realtà in ogni ambito e ruolo del lavoro editoriale la creatività per immaginare nuove strade più sostenibili è importante. Così come vedere il libro all’interno di un ecosistema fatto di e-book, audiolibri, podcast, serie tv, film, videogiochi presuppone visione d’insieme di prodotti, di canali di vendita, di comunicazione, dei vari ruoli.

I mestieri del libro non spariscono ma si trasformano. In che modo?

Sono progressivamente cambiati i modi di scegliere, produrre, comunicare e vendere i libri. Ad esempio, sul fronte della scelta dei titoli lo scouting avviene soprattutto online, monitorando il web e ciò che avviene nelle piattaforme di autopubblicazione. Sul lato invece della compravendita dei diritti, sempre più le agenzie frequentano le fiere del libro ma è anche vero che sempre più lo scambio di informazioni e di contrattazione avviene online. E, ancora, sul fronte della produzione la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale sta influenzando varie modalità editoriali.

Ciò per lo scouting. Ma sul fronte della pubblicazione?

In questo caso le intelligenze artificiali applicate in modo consapevole e con le dovute accortezze possono aiutare ad agevolare alcune specifiche funzioni. Per quanto riguarda la produzione e la stampa si stanno sperimentando nuove modalità più ecologiche, fra cui quella del print on demand, che consente di stampare i libri solo nel momento in cui sono acquistati e quindi ridurre la produzione di un numero enorme di copie che potrebbe non essere venduto andando ad intasare il mercato e anche le strade, visto che devono essere trasportare e poi ri-trasportate all’editore per il macero se non vendute.

Per chi vuole lavorare nella comunicazione editoriale libraria cosa sta cambiando?

Stanno cambiando molte cose. Il passaparola, motore essenziale della selezione di autori e titoli, quindi della scelta di cosa leggere e cosa pubblicare, negli anni è diventato anche un passaparola digitale. Occuparsi di comunicazione editoriale oggi significa non solo mantenere comunicazioni fruttuose con le testate giornalistiche ma occuparsi anche di rapporti con testate digitali e content creator, nuove tipologie di mediatori. Tutti i ruoli che si occupano di rendere visibili i titoli online e conquistare l’attenzione dei lettori diventano sempre più strategici.

Quali sono?

Sono i ruoli di professionisti che sappiano creare contenuti efficaci, gestirne l’analisi online, gestire l’ottimizzazione sui motori di ricerca integrandola con la possibilità che oggi le piattaforme di intelligenza artificiale hanno nell’intercettare le novità. Ma aggiungo che parallelamente al passaparola digitale assistiamo a un grande ritorno alle attività in presenza fisica, con iniziative di lettura senza connessione o eventi di lettura in condivisione in silenzio come accade in musei o eventi collettivi. Da un lato la connessione digitale sta dando nuove vie per coinvolgere i lettori e parallelamente, in era post Covid, si sta riscoprendo il valore degli eventi in presenza, dell’acquisto in libreria fisica, della creazione di connessione reale fra le persone.

Com’è cambiato il lavoro sul fronte della vendita?

Nella vendita la digitalizzazione è un elemento cardine, cresciuta in modo molto significativo dall’apertura, nel 1998, della prima libreria online Ibs nel nostro Paese, fino ad essere oggi un canale attraverso cui si acquista poco meno della metà dell’intero valore venduto. Quindi il lavoro si è adeguato e aggiornato con le nuove modalità di vendita.

Quali i giusti percorsi di studio per lavorare nell’editoria libraria?

Considerando la grandissima varietà delle tipologie di libro e quindi dei diversi destinatari, in realtà non esiste un percorso giusto: tutte le lauree sono benvenute proprio perché settori e argomenti sono i più diversi così come lo sono i ruoli del lavoro editoriale, fra chi si occupa di contenuti, di comunicazione, di parte economica, strategica e gestionale. Le competenze più specifiche sul funzionamento del settore editoriale si acquisiscono attraverso master universitari, spesso dopo aver seguito un corso più breve o specifico (sulla comunicazione, sulla correzione bozze, sul lavoro dell’editor) offerto dalle case editrici. Il master è la via più praticata per avere una visione generale sul sistema e il suo funzionamento, i meccanismi, un linguaggio per capire chi fa cosa, per acquisire competenze specifiche.

Ad esempio avere studiato marketing potrebbe non bastare per occuparsi di vendite nell’editoria?

E’ così, perché i meccanismi nell’editoria libraria sono profondamente diversi da quelli di altri settori di mercato. Nei nostri master c’è una forte componente di laboratorio e i docenti sono tutti professionisti, ciò dà la possibilità di esercitarsi sul campo e creare contatti con le aziende e fare esperienze di tirocinio, oltre che restare in network di ex allievi a cui inviamo settimanalmente annunci di lavoro.

Nonostante la crisi del settore?

Da sempre sentiamo dire che il settore dei libri è in crisi, in realtà continua ad essere il primo comparto dell’industria culturale italiana, davanti al cinema, all’editoria periodica, ai videogiochi e al pari della Pay TV. E’ un settore che impiega 70mila professionisti. Non è un settore nel quale ci si arricchisce ma continua a dare lavoro e a sviluppare competenze.

Sono dunque sempre di più i modi per lavorare in editoria?

Dalla nostra mappa emergono vari modi di lavorare in editoria, fra figure professionali più frequentemente interne alle case editrici e considerate strategiche per affrontare le sfide del futuro, a figure più spesso delegate all’esterno. Più una persona è consapevole su esigenze e aspettative può considerare le differenze e scegliere una propria strada. In Italia la maggior parte delle persone che lavorano in editoria vengono da percorsi umanistici e si riassumono in pochi ruoli: redattore, editor, autore. Il lavoro in editoria in realtà è svolto da una varietà molto esteso di professionisti, in tanti ruoli diversi poco raccontati ma che danno molto opportunità lavorative e in molti casi anche condizioni economiche migliori.

Quali sono?

Sono le attività di marketing digitale, di analitics, di vendita. Per quanto riguarda la redazione, ad esempio nell’ambito della scolastica la progettazione editoriale, l’ideazione di contenuti e la creazione rappresenta un’ampia proposta di lavoro.

Anche in sintonia con il diffondersi di nuovi gusti fra i lettori c’è una nuova ricerca di editor che li sappiano interpretare, intercettando gli interessi dei lettori come ha dimostrato il grande successo del romance e del fantasy. Il mondo attuale del lavoro (non solo nell’editoria) è in fase di ripensamento, per tante ragioni.

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