Chi sbaglia in montagna paga. In italia il modello svizzero

Il nostro Paese vuole introdurre il rimborso spese per chi viene soccorso dopo comportamenti imprudenti

Al netto delle buone intenzioni e dell’esempio che arriva dalla vicina Confederazione il cammino per arrivare a far pagare in mare e in montagna i soccorsi a fronte di “atteggiamenti negligenti o imprudenti” sembra sì aver superato gli ostacoli maggiori, ciò non toglie che all’appello ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere. Questo per dire che pur essendo parte integrante dell’ultima legge di Bilancio, al momento non vi sono notizie certe sull’applicazione del provvedimento che dovrà transitare per quanto concerne l’importo delle tariffe dal Mef, il ministero dell’Economia e delle Finanze. Il dato positivo emerso da questa sostanziale novità - introdotta nella legge di Bilancio 2026 - è che per scoraggiare comportamenti imprudenti si interverrà direttamente sul portafoglio.

La discussione

Nel contempo, cammin facendo, questa nuova norma è stata ricalibrata, considerato che inizialmente era stata indicata unicamente la Guardia di finanza, dunque qualora fossero intervenute le Fiamme Gialle si sarebbe dovuto pagare, in caso di intervento del Soccorso alpino no. Da qui la ricalibratura in corso d’opera, aggiungendo insieme alla Guardia di finanza anche carabinieri e polizia.

C’è poi un altro problema e cioè che il Soccorso alpino opera in convenzione e dunque andrà definita una modalità ad hoc per il rimborso spese da parte di chi viene assistito. Questo per dire che le problematiche non mancano, compreso il fatto che l’entità dei rimborsi dovrà essere stabilita dal Mef per la Guardia di finanza e rispettivamente dal ministero dell’Interno e della Difesa per polizia e carabinieri. Il pagamento lo hanno precisato diversi portali, tra cui trekking.it - potrà essere richiesto solo quando l’evento che ha provocato la richiesta di soccorso sia riconducibile a un comportamento gravemente imprudente o negligente oppure sia una condotta intenzionale. Anche se non sarà semplice stabilire il confine tra imprudenza, colpa lieve e colpa grave.

Nel frattempo (ce ne occupiamo all’interno) in Svizzera continua a funzionare imperterrita in montagna la legge del «chi sbaglia paga» Concetto ben evidenziato dall’amministratore delegato del Soccorso alpino svizzero Andres Bardill, che ha spiegato come nella vicina Confederazione vige il principio in base al quale «i costi sono a carico della persona salvata». E’ chiaro e noto da tempo (anche alle nostre latitudini) che «se c’è una polizza assicurativa, paga l’assicurazione». In alternativa, «per garantirsi una copertura delle spese si può diventare soci della Rega».

La Rega elvetica

Rega che ha chiuso il 2025 prestando soccorso aereo medicalizzato a 36 pazienti in media al giorno. Un numero decisamente elevato. Gli equipaggi degli elicotteri sono intervenuti per 11812 persone, mentre 1356 pazienti sono stati assistiti medicalmente e rimpatriati a bordo di uno dei tre jet ambulanza o su un volo di linea.

Nel dettaglio dal 1° gennaio al 31 dicembre la centrale operativa della Rega ha organizzato ben 20463 interventi, quasi 800 in più rispetto all’anno precedente. Rispetto al 2024, lo scorso anno si è registrato il 7% di interventi in più.

Nel frattempo, è bene ricordare che Regione Lombardia già nel 2015 aveva approvato una norma che prevedeva una compartecipazione alle spese dell’elisoccorso in caso di comportamento imprudente. Norma tuttora in vigore e che porta tale compartecipazione sino ad un massimo del 50% del costo complessivo, con un tetto massimo di 780 euro per ogni operazione. Sarebbe interessare sapere quanto è stato introitato in questi anni.

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