«Cure sempre più di qualità, ed esami che diano benefici»

Un uso consapevole delle prestazioni sanitarie grazie alla campagna di sensibilizzazione “Scegliere con cura”. Il medico cantonale Merlani: «L’idea è promuovere tra la popolazione decisioni basate sull’evidenza scientifica»

Un uso più consapevole – e sostenibile – delle prestazioni sanitarie è possibile. Il Dipartimento della sanità e della socialità, guidato da Raffaele De Rosa, lancia “Scegliere con cura”, una campagna di sensibilizzazione. Il medico cantonale Giorgio Merlani ci spiega perché.

«Il ruolo dei medici è centrale
Come il loro lavoro»

Come nasce l’iniziativa?

Dai principi del movimento internazionale Choosing Wisely, avviato negli Stati Uniti nel 2012 e sviluppatosi successivamente anche in Svizzera attraverso Smarter Medicine - Choosing Wisely Switzerland. Alla base vi è un concetto semplice ma fondamentale: in medicina fare di più non significa sempre fare meglio. Da questa visione prende forma la campagna ticinese “Scegliere con cura”, promossa dal Dipartimento della sanità e della socialità (Dss), con l’obiettivo di favorire una medicina più appropriata, sobria e sostenibile. La finalità non è limitare le cure o ridurre l’accesso alla sanità, ma garantire che ogni esame, terapia o intervento sia davvero necessario e porti un beneficio concreto alla salute del paziente. L’idea centrale è promuovere decisioni basate sull’evidenza scientifica e sull’equilibrio tra benefici e rischi, contrastando il sovrautilizzo di prestazioni che non migliorano la salute e che talvolta possono persino causare danni.

A chi si rivolge nella popolazione?

La campagna si rivolge all’intera popolazione, ma in particolare alle e ai cittadini che ogni giorno si confrontano con il sistema sanitario e che spesso associano l’idea di una buona cura a un maggior numero di esami diagnostici, farmaci o trattamenti. Negli ultimi anni, inoltre, le informazioni sulla salute si sono moltiplicate sui social media e sulle piattaforme digitali, dove accanto a contenuti affidabili circolano anche messaggi fuorvianti o allarmistici. Per questo è sembrato importante adottare uno stile comunicativo semplice, diretto e accessibile, capace di avvicinare la popolazione a temi che spesso vengono percepiti come tecnici o riservati agli specialisti. L’obiettivo è aiutare le persone a comprendere che prudenza e appropriatezza non significano “fare meno medicina”, ma scegliere cure realmente utili e proporzionate ai bisogni del paziente.

Con quale metodo comunicativo?

La campagna ha scelto una comunicazione prevalentemente digitale e fortemente centrata sulle persone. Il cuore del progetto è rappresentato da brevi video pubblicati sui social media dell’Amministrazione cantonale (Instagram @cantone_ticino) e del Dss (Instagram e Facebook @sanita_socialita_ticino) e da contenuti di approfondimento sempre online, in particolare sul canale YouTube della Repubblica e Cantone Ticino @CantoneTI e sul un sito internet dedicato www.ti.ch/scegliereconcura. Nei video, medici attivi sul territorio raccontano esempi concreti della pratica clinica quotidiana e spiegano, con un linguaggio chiaro e comprensibile, perché in alcune situazioni evitare un esame o un trattamento possa rappresentare la scelta più appropriata. Anche l’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (Acsi) partecipa con una testimonianza dedicata all’importanza del dialogo tra medico e paziente. I contenuti non hanno un carattere prescrittivo, ma informativo. Invitano la cittadinanza a porsi delle domande e soprattutto a dialogare con il proprio medico, rafforzando così il ruolo attivo delle e dei pazienti nelle decisioni che riguardano la salute.

Qual è il ruolo dei medici?

È centrale. La campagna nasce anche per sostenere e valorizzare il loro lavoro quotidiano. I professionisti sanitari si trovano spesso confrontati con aspettative molto forti da parte delle e dei pazienti e delle famiglie, che tendono a chiedere “qualcosa in più”: un esame supplementare, un antibiotico, un controllo immediato. Spiegare che un determinato intervento non è necessario, o che potrebbe addirittura essere controproducente, richiede competenza, tempo e una relazione di fiducia solida. La capacità di orientare, rassicurare e talvolta anche di dire “no” rappresenta quindi un gesto di responsabilità e di tutela verso il paziente. La campagna vuole rafforzare questo dialogo e favorire una decisione condivisa tra medico e paziente, ricordando che la qualità delle cure non dipende dalla quantità di interventi effettuati, ma dalla loro reale utilità. L’iniziativa è stata sviluppata con la partecipazione della già citata Acsi e con il contributo di medici dell’Ente Ospedaliero Cantonale e della Federazione dei medici svizzeri, l’Ordine dei Medici del Cantone Ticino e l’Università della Svizzera italiana. Il coinvolgimento di realtà diverse vuole sottolineare che il tema dell’appropriatezza richiede un’alleanza tra più parti, capace di unire competenze cliniche, responsabilità istituzionale e partecipazione attiva dei pazienti per garantire cure davvero efficaci, sicure e centrate sui bisogni delle persone.

Fino al 20% dei costi sanitari nazionali è riconducibile a prestazioni a basso valore. Si può provare a ridurre la quota?

La campagna non nasce con l’obiettivo di fissare una riduzione numerica precisa dei costi sanitari. Il messaggio centrale resta il miglioramento della qualità delle cure e della sicurezza delle e dei pazienti. Tuttavia, è evidente che evitare esami, trattamenti o interventi inutili permette anche di liberare risorse preziose da destinare ad ambiti dove il loro impatto sarebbe maggiore, come la prevenzione. L’intenzione è quindi promuovere progressivamente una cultura dell’appropriatezza e un utilizzo più responsabile delle risorse sanitarie, contribuendo nel tempo a ridurre il peso, anche in termini di costi, delle prestazioni a basso valore.

Avete fatto notare che non solo possono essere inutili certi esami e interventi medici, ma addirittura dannosi.

Gli interventi sanitari non sono mai completamente neutrali. Anche un esame o un trattamento apparentemente semplice può comportare rischi concreti per la salute. Un antibiotico assunto senza necessità può provocare effetti indesiderati e favorire l’antibiotico-resistenza, esami radiologici inutili espongono a radiazioni non necessarie, procedure invasive possono causare complicazioni o ulteriori accertamenti che magari non sarebbero mai serviti. Esistono inoltre situazioni in cui uno screening troppo frequente o fuori dalle raccomandazioni può portare a individuare anomalie che non avrebbero mai causato problemi reali, generando però trattamenti inutili o eccessivi. Per questo la filosofia di Choosing Wisely, veicolata da “Scegliere con cura”, invita a valutare sempre con attenzione il rapporto tra benefici e rischi, ricordando che in alcuni casi anche scegliere di non intervenire può rappresentare la decisione migliore per il paziente.

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