Il voto per la Lombardia. I candidati di fronte ai problemi del confine

L’appuntamento Quattro politici in corsa per la poltrona di presidente. Dal lavoro alla sanità, passando per i trasporti: ecco di che cosa si discute

Sanità, lavoro, trasporti. Sono tre delle tante sfide per i quattro candidati alla presidenza della Regione Lombardia. L’appuntamento con le urne è fissato, come ormai noto, per domenica 12 e lunedì 13 febbraio.

Ognuno di questi candidati, in questi ultimi giorni che separano gli elettori dal voto, pare avere la ricetta per portare l’Italia ad essere un Paese migliore.

Il primo capitolo, il più importante, soprattutto dopo la durissima prova cui è stata sottoposta dalla pandemia, è la Sanità. Impegno prioritario per tutti i quattro in corsa al posto di presidente. Tutti, ognuno con sfaccettature differenti, spingono sul fatto che sia assolutamente necessario potenziare i servizi territoriali. La necessaria sintesi estrema permette di focalizzare l’attenzione su pochi punti essenziali per il governo nuovo della regione. Anche alla luce dei rapporti di confine con il Ticino che, a sua volta, andrà a votare all’inizio di aprile.

Liste d’attesa

Attilio Fontana (www.attiliofontana.it) promette un abbattimento delle liste d’attesa rafforzando anche la collaborazione tra pubblico e privato, cosa che invece non piace a Mara Ghidorzi (il suo programma sui profili social di Unione popolare) che ritiene assolutamente prioritario il potenziamento e la difesa della sanità pubblica.

Letizia Moratti (www.letiziamorattipresidente.it) garantisce il suo impegno al perseguimento di obiettivi di potenziamento della sanità territoriale, ma anche di abbattimento delle liste d’attesa e di garanzia del diritto alla salute anche agli stranieri senza permesso di soggiorno.

Per Majorino (www.majorinopresidente.it), insieme all’abbattimento delle liste d’attesa e il potenziamento della medicina territoriale va perseguita la difesa delle eccellenze italiane in campo sanitario.

In azienda

Il capitolo Lavoro è un altro per il quale gli italiani aspettano dal nuovo presidente risposte concrete e risolutive.

Letizia Moratti nel suo programma scrive di avere come obiettivo quello di sostenere imprese e lavoratori, commercianti e artigiani con la digitalizzazione e la formazione continua, ma anche quello di dare un sostegno strutturale e finanziario alle aziende e promuovere il superamento delle difficoltà di incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Per Mara Ghidorzi sarà fondamentale “La promozione del lavoro buono, sicuro e ben retribuito”.

Attilio Fontana, in estrema sintesi, si batte per incrementare la rete tecnologica e collegare le realtà imprenditoriali con i centri di ricerca e le università, aumentare “competitività e attrattività”, promuovere un “ecosistema di imprese innovative” e una “rete di servizi per il lavoro e dare incentivi all’autoimprenditorialità”.

Pierfrancesco Majorino nel suo programma inserisce, al capitolo “Lavoro” la necessità di firmare “il patto tra lavoro e impresa: garantire un lavoro di qualità è determinante per la competitività delle nostre imprese e la loro capacità di eccellere nei mercati europei e internazionali”.

Altra sfida che tutti e quattro i candidati presidenti vogliono vincere è quella del miglioramento dei trasporti. A cominciare dai collegamenti con i treni.

Tutti sono concordi nel dire che la situazione di Trenord vada migliorata, la Moratti con un occhio di riguardo all’efficienza e all’abolizione delle criticità relative ai collegamenti urbani ed extraurbani senza cancellare la gestione privata “Occorre avviare una radicale riflessione sulla gestione e sui risultati di Trenord, per dare risposte positive ai cittadini sulle molte criticità presenti. Vogliamo arrivare a una progressiva liberalizzazione del servizio, iniziando dalle tratte più brevi”, Majorino accende l’attenzione anche sulla necessità di potenziare “i collegamenti ferroviari regionali e interregionali, a partire dal rafforzamento dello snodo di Milano, dei collegamenti con gli aeroporti e delle linee ferroviarie dell’area prealpina, orobica e lariana, raddoppiandole dove necessario, potenziando le stazioni di incrocio e minimizzando le interruzioni” oltre a puntare su una maggiore sicurezza dei viaggiatori, cosa per altro che promettono tutti i candidati, e sul collegamento tra i diversi modi di viaggiare, bici comprese. Fontana mira a potenziare il trasporto veloce tra i centri urbani, rivedere il nodo ferroviario di Milano, sperimentare nuove tecnologie green e attuare politiche di sharing e trasporto integrato per ridurre sempre più l’impatto del traffico.

Mara Ghidorzi nel suo programma insiste sulla necessità di non dare spazio ai privati, ma al pubblico che deve gestire il settore e di azzerare Trenord aumentando il numero delle carrozze e delle reti di collegamento, inoltre la candidata dice no alle grandi opere stradali a favore della “ messa in sicurezza del territorio, delle strade provinciali, dei tanti terreni dissestati”.

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