Addio al Senatùr: il legame speciale con Elvio Conti, con il vescovo Maggiolini e con Lezzeno
Conti è stato il prima leghista comasco. A bordo della Citroen di Bossi per tante sere Conti è andato con lui ad attaccare i manifesti
Como
Umberto Bossi in un’intervista a “La Provincia” del 2018 ricordava così Elvio Conti, il primo leghista comasco e soprattutto colui che creò una rete di contatti che si sarebbero rivelati determinanti nella storia del Carroccio, su tutti quello con il professor Gianfranco Miglio. A bordo della Citroen del Senatùr per tante sere Conti è andato con lui ad attaccare i manifesti: «Ci voleva coraggio – raccontava Bossi - e, allora, non ce n’era molto. Chi comandava doveva dare l’esempio». Erano i tempi in cui scrivevano sui muri e la scritta “Padania libera” in verde si vedeva sempre più spesso. «I muri erano il libro del popolo, è sempre stato così. La storia della Lega è stata abbastanza gloriosa, poi il destino ti mette alla prova. Nonostante tutto, abbiamo retto».
C’è un altro nome legato a Como che Bossi portava nel cuore e ricordava in ogni occasione, il vescovo Alessandro Maggiolini: «È stato un grande vescovo. Quando venivo a Como e passavo davanti all’arcivescovado mi fermavo e mi riceveva sempre. Non era solo teorico, ma anche pratico. Era coraggioso. In quei tempi nella chiesa era un’eccezione, una perla rara. Si preoccupava di capire che il progetto a lunga gittata della Lega non danneggiasse nessuno. Erano i tempi in cui andavamo sul Po e a Venezia: è stato determinante per mettere il sistema con le spalle al muro. Se fossimo stati bravi e buoni il sistema se ne sarebbe fregato di noi. Siamo stati tenaci e siamo arrivati a oggi, all’autonomia
E poi c’è un altro legame speciale con la provincia di Como. Per Umberto Bossi, il “Capo” com’era ribattezzato dai militanti della Lega soprattutto da quelli della prima ora, Lezzeno era una seconda casa. Un porto sicuro in cui approdare per ricaricare le energie o per sondare l’umore della base. Merito dell’amicizia con Armando “Mandell” Valli, più volte amministratore comunale e provinciale nonché senatore della Repubblica per una legislatura. «Oggi sarò a Gemonio. L’ho visto prima di Natale. Era sempre battagliero, nonostante i tanti problemi di salute. Poi ci siamo sentiti ancora al telefono. Contavo di andare a trovarlo nelle prossime settimane - racconta il “Mandell”, con la voce rotta da una sincera commozione -. Per noi era uno di famiglia, il “Capo”. Perdo un amico fidato. Una persona che ha saputo valorizzare le istanze del nostro lago, profondamente legata a Lezzeno ed alla “Festa del Laagh”, tappa obbligata di anno in anno. Epiche le sue serate qui da noi. Dal palco vista lago dettava la linea politica, con un occhio attento alla sua gente».
La presenza a Lezzeno era scandita da gesti rituali, dall’immancabile “Coca Cola” alle nottate trascorse in casa Valli, non prima di aver salutato “la Flora”, ovvero Flora Bellini, la mamma del senatore Valli e della “Nati”, Natalina Valli, sorella di Armando “Mandell” Valli.
Non è un caso se dall’87 in poi la Lega a Lezzeno ha rappresentato un traino e un modello per altre realtà del lago e delle valli, tanto da conquistarsi l’appellativo di “roccaforte” leghista. Qui tutti hanno un ricordo legato ad Umberto Bossi, un aneddoto o anche solo una foto con tanto di dedica. «Ci siamo conosciuti nell’87 dopo un comizio a Como. Eravamo seduti uno di fronte all’altro. Da lì è nata un’amicizia durata quasi quarant’anni - fa notare ancora l’ex senatore leghista -. Io c’ero a fine ’89 a Congresso nazionale della Lega Lombarda e ricordo ancora le elezioni regionali del ’90 con quel quasi 19% dei consensi conquistati. Da lì in poi nulla è stato più come prima».
“La Provincia” aveva documentato in presa diretta da Lezzeno la festa di compleanno organizzata da Armando “Mandell” Valli e dalla sua famiglia per il “Senatur” il 19 settembre 2019. Per Umberto Bossi era il compleanno numero 78. «Invecchiamo, ma non molliamo», il saluto del “Senatùr” prima del brindisi di benvenuto e prima di gustare l’amato pesce persico pescato “dall’Igor”.
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