Bellagio e la guerra tra i taxi boat: il Tar boccia il Comune sugli approdi
Turismo Sospesa la delibera di giunta che concedeva i pontili del centro al Consorzio Motoscafi. Per il Tribunale amministrativo ingiustamente danneggiati i conducenti di natanti da diporto
Lettura 1 min.Bellagio
I tre approdi centrali di Bellagio, che il Comune aveva affidato al Consorzio Motoscafi Lario con uso esclusivo per i taxi boat, escludendo così le società da diporto, dovranno essere accessibili a tutti. Il Tar della Lombardia ha sospeso l’efficacia della delibera della giunta comunale, che a maggio aveva affidato i pontili di fronte al bar Sanremo al consorzio che riunisce le società di trasporto passeggeri in servizio pubblico non di linea.
Il decreto
Il decreto di sospensiva, firmato dal presidente della quinta sezione del Tar della Lombardia, arriva dopo il ricorso urgente presentato dagli avvocati Elisabetta ed Elia Di Matteo per conto di cinque società di diportisti: la Como Yachting di Pietro Pedone, la Como Classic Boats di Daniele Riva, la Lakecomo’s best di Attilio Benzoni, la Hercues Lake Como di Marco Aresta e la Uncle di Carlo Vaccani.
La battaglia legale si inserisce in una vera e propria guerra commerciale che da almeno un paio di anni si sta combattendo sulle acque del Lario: quella tra i taxi boat, ovvero le società che hanno la licenza per il trasporto pubblico di passeggeri, e i conducenti di barche da diporto e diporto commerciale. Queste ultime si sono moltiplicate esponenzialmente, negli ultimi anni con l’incontenibile boom del turismo soprattutto straniero.
Il procedimento
L’amministrazione del sindaco Angelo Barindelli nel 2022 ha avviato un procedimento a evidenza pubblica per individuare un gestore dei tre approdi pubblici su Lungo Lario Manzoni. L’anno successivo la convenzione veniva firmata con il Consorzio Motoscafi Lario. Lo scorso maggio, la giunta vota una delibera che, di fatto, modifica il regolamento e stabilisce che i tre approdi sono riservati esclusivamente alle barche adibite a trasporto passeggeri in servizio pubblico, mentre i diportisti vengono obbligati a utilizzare pontili periferici, la maggior parte dei quali ritenuti inidonei all’imbarco e allo sbarco dalle stesse regole del Comune.
Lo studio legale Di Matteo decide così di presentare un ricorso d’urgenza nel quale accusa l’amministrazione di aver affidato a un privato interessato e non terzo (peraltro anche esonerato dal pagamento di un canone a favore delle casse comunali), l’organizzazione e la pianificazione degli approdi pubblici, mettendo così in atto una disparità di trattamento illegittima e una violazione del principio di libertà di iniziativa economico privata.
Il Tar si è pronunciato in tempi record, appena due giorni. Secondo il presidente della sezione quinta «sussistono i presupposti di estrema gravità e urgenza» perché la delibera di giunta potrebbe causare «danni» ai conducenti di natanti da diporto a causa «del divieto di utilizzo dei tre approdi» pubblici nella zona centrale. Inoltre il decreto presidenziale bacchetta il Comune per via del fatto che «le nuove disposizioni trovano applicazione nel pieno della stagione estiva di maggior afflusso turistico», quindi cambiando le regole del gioco nel momento più delicato per le società colpite.
Delibera sospesa, dunque. Il prossimo 9 settembre il caso torna sul tavolo del Tar che lo rivaluterà collegialmente.
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