Chiusura della Sp 13, 1.200 “no”: «Troppi disagi, chiediamo uno stop». E intanto senso unico alternato da lunedì

Viabilità I cittadini si oppongo al progetto di Como Acqua che porterà alla chiusura della provinciale per tre o quattro mesi. E per la messa in sicurezza del versante traffico regolato da un semaforo dal 23 febbraio al 27 febbraio

Centro Valle Intelvi

Sono state raccolta oltre 1.200 firme per dire no al progetto di Como Acqua che porterà dal 9 marzo la chiusura della strada provinciale dalle 8 alle 15 , fino al termine dei lavori. Si parla di 3 o 4 mesi. Intanto, l’ente provinciale annuncia che dalle 8.30 di lunedì 23 febbraio alle 17.30 di venerdì 27 febbraio la circolazione sulla provinciale sarà gestita a senso unico alternato tramite un semaforo nel tratto interessato dai lavori di messa in sicurezza del versante e il riposizionamento delle opere di contenimento.

Le proteste di cittadini del comitato ambientalista il Calicanto e di una cordata di imprenditori della Valle però sono rimaste lettera morta. «Durante la conferenza dei sindaci del 5 giugno- ricorda il presidente del Comitato Remo Egardi- sono state individuate “notevoli criticità nell’ipotesi di deviazione del traffico sulla S.P.15, riguardo alle varie strettoie presenti sul territorio Comunale di Schignano e Cerano, e Centro Valle a Castiglione, nonché alle difficoltà e impossibilità di automezzi di medie e grandi dimensioni di transitare sulla strada”. Altro aspetto è la possibilità per i mezzi di soccorso di raggiungere agevolmente la Valle in caso di necessità o l’eventuale trasporto negli Ospedali di Como di persone che, se effettuato lungo la S.P.15, sarebbero soggetti certamente a rallentamenti o soste non avendo tale strada calibro adeguato per poter agevolare il passaggio in simultanea con il normale traffico veicolare, mettendo quindi a rischio le persone oggetto di emergenza. Non esaustive le formali risposte che, come Comitato, abbiamo ricevuto da Como Acqua e da Ufficio D’Ambito, in merito alle domande a loro esposte in riferimento alla scelte che hanno portato a un progetto che scontenta e preoccupa tutti i cittadini della Valle e tutti gli imprenditori».

L’avvocato Stefano Fermi, incaricato da un gruppo di imprenditori, ha inviato a Como Acqua una “Istanza di riesame con richiesta di sospensione di atti”. L’istanza sottolinea le enormi criticità legate alla quotidiana mobilità di mezzi e persone e le pesanti ricadute economiche sulle attività produttive di tutta la Valle, ed evidenzia tutte le possibilità e le motivazioni per una adeguata e legittima autotutela e revisione del progetto.

La documentazione è arricchita da una relazione tecnica dell’ing. Roberto Magnaghi, attento conoscitore del territorio, che dimostra, con precisione una alternativa, altamente tecnologica, al progetto di Como Acqua, che non prevede interferenze con la S.P.13. Aggiunge: «Lungo il tracciato in progetto sono presenti numerosi sottoservizi che potrebbero interferire con la trincea di scavo per la posa della condotta. La rete di distribuzione dell’acqua potabile di distribuzione dell’energia elettrica, gas, fognatura comunale, collettore intercomunale e la fibra con inevitabili interferenze e ripercussioni sulla viabilità e sulle tempistiche d’esecuzione dei lavori del primo lotto. Il secondo lotto si prolungherebbe fino a Muronico, percorrendo le strade del paese per raggiungere Pigra. Invieremo tutta la documentazione ai Sindaci che dovranno recepire una alternativa concreta che permetterebbe di evitare non tanto la realizzazione dell’acquedotto intercomunale al quale siamo favorevoli, ma la modalità di esecuzione. Come Comitato organizzeremo una riunione, per settima prossima, invitando sindaci, imprenditori e cittadini, per presentare l’importante iniziativa con la presenza dell’avv. Fermi e dall’ing. Magnaghi che illustreranno particolari tecnici e legali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA