L’ex sindaco: «Così uccidete l’Isola. Diventerà solo un resort per vip»
La polemica. Durissima presa di posizione di Giuseppe Mantero da Laglio sul super bando. «A furia di colpi come questi si sta creando un solco profondissimo tra persone normali e ricchi»
Lettura 2 min.Tremezzina
«L’isola che non ci sarà più». Una vicenda così importante e dibattuta come quella che riguarda il futuro dell’isola Comacina - da sette anni (“Sagra di San Giovanni” a parte) confinata in una sorta di limbo - non poteva esaurirsi nelle quattro proposte, tutte degne della massima attenzione, giunte alla Stazione unica appaltante dell’Amministrazione provinciale che ora l’apposita commissione dovrà valutare nel dettaglio. Di mezzo c’è il futuro (25 anni) di questo minuscolo lembo di terra dalla storia millenaria.
I quattro in lizza
Al nostro giornale, dopo che si sono delineate composizioni e identità dei quattro gruppi in lizza per gestire l’isola è giunta una lettera aperta dell’ex sindaco di Laglio Giuseppe Mantero (in carica dal 2003 al 2008, cioè dall’anno successivo all’acquisto di Villa Oleandra da parte di George Clooney) dal titolo decisamente esplicativo “L’isola che non ci sarà più”. «Per me non c’è proprio niente da festeggiare - si legge - Non ci vuole un Nobel della matematica per capire che la base d’asta annuale per la gestione dell’Isola (manco fosse un supermercato) è talmente alta che l’unico modo per rientrare nei costi sarà inanellare una sequenza ininterrotta di eventi “superchic” per ricchi, vecchi e soprattutto nuovi, totalmente interdetta - nei fatti più che negli pseudo impegni e nelle parole di circostanza - alle persone comuni, come me e i cittadini del lago che sono sempre stati, ognuno per un pezzettino, i veri proprietari dell’isola. Per secoli».
Il prezzo del gelato
Da frequentatore assiduo dell’isola Comacina, Giuseppe Mantero entra nel vivo del dibattito (particolarmente acceso sui social e in Tremezzina, ma non solo) sul futuro dell’isola. «Immagino il prezzo di un gelato al vecchio bar della Botte, una volta che la nuova struttura sarà a regime. Che Dio ce ne scampi - si legge ancora - Ma come si fa a non rendersi conto che a furia di colpi come questi si sta creando un solco profondissimo tra persone normali e vip, tra cittadini e turisti? È vero, anche la vecchia Locanda negli ultimi anni praticava prezzi troppo alti, ma la sua proposta era “didattica” e meravigliosamente radicata nel territorio, perfetta per un turismo magari meno alto-spendente di quello di oggi, ma che si faceva affascinare dal mito dei greci, dei romani, del re del Belgio e del “gruppo di gentleman comaschi” che l’avevano creata (citazione per chi ha buona memoria)».
Infine un ricordo retrò, dato che la Locanda è chiusa dall’ottobre 2019. «Non ho saltato un anno della mia vita senza andare almeno una volta a mangiare la trota alla contrabbandiera, a sentirmi il rito del caffè e ad ammirare la vestale di turno assaggiarlo e dare il suo ok - le parole dell’ex sindaco di Laglio - In un ambiente rustico, che non metteva soggezione a nessuno. Una tradizione che diveniva indimenticabile per chiunque avesse avuto la fortuna di viverla, vip e non vip, e sono tantissimi. Una vergogna averne privato i nostri figli e nipoti. L’attracco coi pali di legno per i motoscafi privati e le barchette a remi per la passeggiata intorno all’isola, fino alle Case degli artisti. I picnic invernali buttando la coperta sopra le rovine delle chiese».
Quanto al futuro, «tutto sarà stelle Michelin, le case del Lingeri un mini resort per pochissimi privilegiati. Che tristezza. Lo so, non è facile prendere decisioni per il bene di un territorio, ma questa proprio non mi va giù. Per me è totalmente sbagliata».
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