Furti in cantiere a Bellagio: il sospetto si “barrica” in casa

L’inchiesta Impresa edile derubata due volte per un valore di 20mila euro. I carabinieri arrivano nel Lecchese e recuperano buona parte della refurtiva

A Bellagio, nel mese di giugno e di novembre, precisamente il 5 giugno 2023 e il 10 novembre sempre del 2023, una ditta del paese – la Edil Bellagio – era stata colpita dai ladri che erano entrati in un cantiere (sempre lo stesso, in località San Vito) rubando attrezzatura da lavoro.

Le denunce presentate dai titolari avevano quantificato il colpo in circa 20mila euro. Partendo da quella segnalazione, i carabinieri della stazione di Bellagio sono però riusciti a risalire al presunto responsabile che è stato denunciato a piede libero, con anche perquisizioni che sono state portate a termine nella giornata di venerdì (era stato emesso un decreto di perquisizione) che hanno dato esito positivo.

Denunciato

Nei guai, sospettato dalla Procura di Como (pm Michele Pecoraro) e dai carabinieri di Bellagio di essere coinvolto nei furti, è finito un uomo di 35 anni che risulta residente a Torre de’ Busi, in provincia di Bergamo, ma che di fatto è domiciliato a Santa Maria Hoè nel Lecchese.

Particolarmente rocambolesca è stata proprio la giornata di venerdì, nel momento del tentativo di notifica del decreto di perquisizione, perché l’uomo si è prima chiuso in casa senza voler aprire la porta ai carabinieri di Bellagio per poi cedere solo alla vista della scala dei vigili del fuoco, che ha fatto chiaramente intendere al sospettato che comunque in quell’appartamento i militari sarebbero entrati.

Ad essere perquisiti - con il supporto dei militari di Brivio e di Cisano Bergamasco - sono stati tutti i locali frequentati dal trentacinquenne e anche il furgone Peugeot notato da un operaio in prossimità del cantiere della Edil Bellagio nei giorni dei furti. La perquisizione ha permesso di recuperare non tutta la refurtiva scomparsa ma buona parte di essa, merce per un valore di 15 mila euro.

La videosorveglianza

L’indagine è aperta per furto. Da quanto è stato possibile ricostruire il sospettato non era impegnato nei cantieri presi di mira. Verosimilmente però conosceva il materiale che veniva utilizzato e le attrezzature. Era stata l’analisi dei video di sorveglianza a permettere di risalire al furgoncino sospetto, marca Peugeot e con tanto di targa ripresa dall’occhio elettronico, che ha poi consentito di dare un nome ed un cognome al sospettato, elementi importanti che hanno consentito al pm titolare del fascicolo di richiedere un decreto di perquisizione sia per la casa della Bergamasca sia per quella del Lecchese.

Operazioni che sono scattate nella giornata di venerdì e che, come detto, hanno portato a recuperare buona parte del materiale che era ricercato in quanto scomparso dai cantieri di Bellagio.

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