Il marciapiede c’è, ma con il divieto di percorrerlo: il caso a Griante
Il paradosso nei pressi del cantiere all’imbocco nord della variante di Tremezzina
Lettura 1 min.Griante
Il marciapiede è stato finalmente realizzato un anno fa, ma ufficialmente non era ancora percorribile, almeno stando al cartello di divieto che fino a qualche giorno fa campeggiava al suo imbocco, ora coperto. Davvero curioso il paradosso nei pressi del cantiere all’imbocco nord della variante di Tremezzina. Con l’avvio delle operazioni, lungo il tratto di statale Regina che va dalla svolta per il centro paese di Griante alla Cà Bianca, dove c’è l’imbocco del tunnel, era stato soppresso il passaggio pedonale, peraltro angusto e pericoloso, e per circa tre anni, non di rado, si notavano inconsapevoli turisti camminare in strada spaesati ed esposti a rischi non indifferenti. Una volta realizzate le opere collaterali in quel tratto, è stato realizzato un vero marciapiede rialzato e protetto, pronto a tutti gli effetti, se non fosse per quell’enigmatico cartello di divieto.
Il pedone, inevitabilmente, si chiedeva se fosse lecito transitarvi e se esistevano ancora impedimenti di cantiere legati alla sicurezza. Una situazione poco decifrabile di un contesto generale a dir poco intricato, con i lavori della variante iniziati nel novembre 2021, la chiusura per quattro mesi della Regina a Colonno e, nonostante le unanimi dichiarazioni sull’importanza dell’opera alla vigilia, 600 metri di tunnel scavati dopo quattro anni su 10 chilometri complessivi. Di recente è stato stilato un nuovo cronoprogramma che sposta in avanti la data di conclusione di tre anni, nel 2031. Sulla scorta dei tempi impiegati per la varianti di Dongo e Valsolda – oltre vent’anni per gallerie di tre chilometro o poco più – molti sono convinti che, se questo termine venisse mantenuto, ci sarebbe comunque motivo per esultare.
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