Lavori a Griante, ma scavi lontani

Variante Il termine per la ripresa fissato a metà aprile con ogni probabilità non potrà essere rispettato. Intanto si collaudano i tiranti della galleria principale, mentre a Colonno ci si avvicina al chilometro di tunnel

Griante

Ci sono ragionevoli e circostanziati motivi per ritenere che gli scavi al portale nord della Ca’ Bianca a Griante non riprenderanno neppure a metà aprile, come ipotizzato o meglio auspicato durante l’ultimo Tavolo di regia di cantiere del 2 dicembre scorso a Menaggio.

Questo perché sino a che gli accordi economici tra Anas e impresa non saranno definiti in ogni dettaglio - il tema sensibile è quello dei costi extra large di trasporto e conferimento dei materiali di scavo contenenti arsenico (naturale) - gli scavi alla Ca’ Bianca non potranno riprendere. Difficile se non impossibile che ciò possa avvenire in tre-quattro settimane senza informare il Tavolo di regia di cantiere.

Rispetto al nulla di fatto dei mesi scorsi, però, al portale nord si è tornati a lavorare. E questo - se vogliamo - è un piccolo segnale di speranza. Secondo quanto ha potuto appurare il nostro giornale, al portale nord in questo momento si sta lavorando sul collaudo dei tiranti della galleria principale. Per lo scavo, anzitutto della stessa paratia, servirà però ancora tempo. Prima ci sono determinati passaggi tecnici cui ottemperare.

Il punto debole

Dunque la Ca’ Bianca resta al momento il vero vulnus dei lavori della variante della Tremezzina, peraltro con le condizioni di traffico che di mese in mese - data la piena stagione turistica - sono destinate a peggiorare.

E siccome le parole hanno un loro peso specifico è bene ricordare uno dei passaggi clou della nota vergata al termine del primo Tavolo di regia di cantiere, ospitato in quel di Menaggio lo scorso 28 ottobre, laddove si parlava di 35 mezzi al giorno in uscita dal portale nord di Griante e 80 viaggi al giorno (diretti verso sud) in uscita da Colonno. Numeri che dunque andranno a pieno regime a impattare sul traffico della Regina, pur girando al largo - sulla carta - delle strettoie tra Colonno e Isola di Ossuccio.

Il summit

A questo proposito, risulta strategico il summit convocato a Palazzo di Governo (ne abbiamo dato conto ieri) dal prefetto Corrado Conforto Galli per il prossimo 2 aprile, in cui insieme al presidente provinciale Fiorenzo Bongiasca ed ai Comuni direttamente interessati dal cantiere della variante sarà presente anche Anas (attraverso il responsabile della Struttura Territoriale Lombardia). Al vertice parteciperà anche l’assessore regionale Alessandro Fermi, che più volte si è speso in prima persona per la variante della Tremezzina, stante anche il filo diretto con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

Il dato oggettivo è che servono risposte concrete rispetto ad un iter che a Griante sembra sempre più incerto, con tutto ciò che ne consegue anche per i tempi di realizzazione dell’infrastruttura. Una lancia a favore di Anas e impresa va invece spezzata a Colonno, dove gli scavi in galleria proseguono finalmente con una certa regolarità, tanto che la galleria principale “Comacina” dovrebbe essere vicina al traguardo del primo chilometro, che certo su tre chilometri e mezzo di tunnel resta ancora un traguardo in cui c’è poco o nulla da festeggiare.

Entrambi i lati

Anche perché per essere incisivo lo scavo dovrebbe essere approcciato da entrambi i lati della galleria principale, terminando prima quella di servizio. Scavando da un solo lato, è chiaro che i tempi di realizzazione e ultimazione della galleria si allungano. Il 2 aprile con questura e polstrada si parlerà anche di viabilità, connessa al cantiere, ma non solo. Da capire se è stata individuata una soluzione alternativa al sistema fisso di semafori.

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