Salvini: «A Como commessi errori era meglio candidare Landriscina»

Politica Il leader della Lega a Lezzeno: «Opposizione senza dire solo no, come faceva Rapinese Tutti hanno sbagliato, credo che puntando sull’uscente avremmo avuto un risultato diverso»

«Ora il sindaco è Rapinese, quando gli elettori scelgono hanno sempre ragione. Tutti hanno sbagliato qualcosa, forse continuare con Landriscina avrebbe portato a un altro risultato...».

Il leader della Lega Matteo Salvini è arrivato ieri sera a Lezzeno per la storica Festa del Lagh: prima di cenare con i militanti locali, ha commentato per La Provincia il risultato delle amministrative di Como che hanno portato a una clamorosa sconfitta per centrodestra, rimasto fuori dal ballottaggio.

«Non conosco Rapinese - ha detto Salvini - ma prima del ballottaggio ho detto che se avessi votato a Como certo non avrei votato a sinistra, ma avrei votato Rapinese. Mi auguro il meglio per la città, gli elettori quando scelgono hanno sempre ragione: non sono uno di quelli che dicono che i comaschi non hanno capito niente».

Autocritica

Dove ha sbagliato il centrodestra? «Con il senno del poi, e su questo punto la Lega a differenza di altri partiti c’era, dico che probabilmente continuare con Landriscina avrebbe portato a un altro risultato. Ma con i se e i ma non si va da nessuna parte. Certo non sono contento del risultato, tutti hanno sbagliato qualcosa. Sono contento invece per Erba». Resta il fatto, aggiunge Salvini, «che oggi il sindaco si chiama Rapinese. Cercheremo di dare una mano, oggi ad esempio mi sono occupato di lago e ringrazio questo territorio perché l’acqua del Lario serve anche l’agricoltura di altri territori in crisi per la siccità. A differenza dell’attuale sindaco che in minoranza diceva sempre no, siamo a disposizione della città».

Il feudo leghista

La giornata comasca di Salvini è partita intorno alle 17 con un giro in motoscafo al largo di Lezzeno, insieme all’ex senatore Armando “Mandell” Valli (l’uomo simbolo della Lega su questa riva del lago e padrone di casa della festa) e al deputato erbese Eugenio Zoffili. Poi, poco prima delle 21, è arrivato sui piazzali comunali per la serata di chiusura della trentesima edizione della Festa del Lagh. Il copione è ormai consolidato. Tanti selfie all’arrivo, soprattutto con i ragazzini, una stretta di mano a chi lavora in cucina e serve ai tavoli, poi la cena in compagnia dei militanti locali: con Mandell e Zoffili tra gli altri c’erano il segretario regionale Fabrizio Cecchetti, l’assessore regionale Alessandra Locatelli, il sottosegretario Nicola Molteni, la senatrice Erica Rivolta, il vicesindaco erbese Sofia Grippo.

La Festa del Lagh è un appuntamento irrinunciabile per i leghisti. Il fritto misto di pesce e la vista impagabile sul Lario la rendono una via di mezzo tra la sagra di paese e la convention politica: una commistione che piaceva moltissimo anche a Umberto Bossi, grande amico del Mandell, che per anni è stato ospite fisso della festa nel feudo di Lezzeno.

Quest’anno la festa, nata con la Lega delle origini, è partita il fine settimana del 9-10 luglio; ieri la serata clou con Salvini, oggi a mezzogiorno la chiusura.

Lezzeno, Matteo Salvini alla Festa del Lagh

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