Variante, a Griante non si scava da due anni

Il caso L’ultima volata con l’esplosivo nella galleria risale all’8 febbraio 2024. Poi il silenzio. La ripresa è fissata per dopo Pasqua

Griante

Il 10 aprile 2024 il nostro giornale, a seguito dell’ennesimo vertice istituzionale, scriveva che all’interno del salto di montone (o galleria di svincolo) di Griante l’avanzamento si era fermato a soli 73 metri, con Anas che - una volta risolte le (note) problematiche legate alle infiltrazioni d’acqua dalla roccia della Ca’ Bianca - avrebbe però ripreso gli scavi. Ebbene oggi - 8 febbraio 2026 - sono trascorsi due anni esatti dall’ultima “volata” tramite esplosivo all’interno della galleria di svincolo di Griante, datata per diretta conseguenza 8 febbraio 2024.

Questo compleanno in cui c’è davvero poco da festeggiare ripropone ancora una volta la difficile situazione che si è venuta a creare in quello che a tutti gli effetti è il vero vulnus del cantiere della variante della Tremezzina, ovvero l’arsenico naturale presente dentro la roccia della Ca’ Bianca che ha paralizzato i lavori di scavo e con essi la prosecuzione su ritmi accettabili dei lavori.

Il cronoprogramma

Al momento la ripresa degli scavi, tramite esplosivo, è fissata dopo Pasqua. Se ne saprà di più al termine del terzo Tavolo di regia di cantiere, che verrà convocato entro fine febbraio, a seguito anche dell’altro Tavolo, quello istituzionale, convocato per giovedì in Prefettura e che vedrà la viabilità e le contromisure a code e ingorghi - innescati anche dall’aumento (si spera) dei camion della variante - a fronte della stagione turistica ormai alle porte.

La situazione

Il fermo lavori alla Ca’ Bianca sta pesando come un macigno sul cronoprogramma di un’infrastruttura che per forza di cose non potrà in alcun modo rispettare il taglio del nastro del 10 aprile 2028, data - lo ricordiamo - che Anas aveva ufficializzato all’interno della nota (datata 22 aprile 2023) relativa alla consegna totale dei lavori da 412 milioni di euro. Da allora molte cose sono successe, con la ripresa dei lavori alla Ca’ Bianca di Griante che potrà avvenire solo quando sarà approvata la perizia di variante, in cui Anas e impresa avranno definito tutte le pendenze in atto, a cominciare da quelle economiche, che oscillerebbero complessivamente nell’ordine dei 100 milioni di euro.

Perizia che poi dovrà transitare anche dal Cda di Anas. Nel terzo Tavolo di regia di cantiere, come detto, se ne saprà di più. Al momento alla Ca’ Bianca di Griante continua a tenere banco quello scenario “potenzialmente apocalittico” che in tempi non sospetti l’allora responsabile della Struttura Territoriale Anas Lombardia, l’ingegner Nicola Prisco, aveva (pre)annunciato, proprio a fronte della “questione arsenico”. Questo perché delle tre gallerie, quella principale non è neppure stata iniziata (al netto dell’imbocco già formato), la galleria di svincolo è ferma dall’8 febbraio 2024, mentre la galleria di servizio è avanzata nella roccia della Ca’ Bianca per 173 metri, anche se l’ultima “volata” tramite esplosivo nel tunnel di servizio risale addirittura al 17 novembre 2023, dunque a due anni e tre mesi fa.

Fortuna vuole che dal portale sud di Colonno stanno arrivando segnali confortanti, con la ripresa delle “volate” anche dentro la galleria di servizio, che si affiancano a quelle in essere dentro la galleria principale “Comacina”.

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