Variante, si va verso il sì di Anas al progetto esecutivo e poi si comincerà a scavare

Tremezzina Entro la settimana il Cda darà il via libera al progetto esecutivo. Da quel momento cinque anni e due mesi per i dieci chilometri del tracciato

Nella seconda parte della settimana, dovrebbe - il condizionale serve a giustificare un impedimento dell’ultima ora - finalmente trovare degna concretizzazione il secondo dei tre attesi (e determinanti) passaggi che porteranno alla consegna totale dei lavori da 388 milioni di euro (oneri della sicurezza compresi) per la realizzazione della variante della Tremezzina. Una strada di quasi dieci chilometri (quasi interamente in galleria) che attraverserà una delle zone paesaggisticamente più rilevanti del lago.

Dopo il nullaosta alla verifica ai fini della validazione (primo importante passaggio) entro venerdì è atteso il secondo nullaosta, ovvero il via libera al progetto esecutivo da parte del Consiglio di amministrazione dell’Anas.

Gli elaborati

Di sicuro, l’argomento figurerà tra i primi punti in discussione del Cda, dunque al riparo (ad oggi) da possibili rinvii. L’Anas internamente ha svolto una mole di lavoro davvero importante per arrivare a questo appuntamento. Il riferimento è ai circa 1500 elaborati analizzati, che hanno tenuto conto delle diverse componenti dell’infrastruttura, particolarmente complessa.

Il nullaosta del Cda rappresenta lo snodo cruciale per il futuro dell’infrastruttura (l’argomento è stato menzionato ieri anche dal presidente di Villa Saporiti, Fiorenzo Bongiasca, fresco di rielezione) e questo perché al voto del Consiglio di Amministrazione farà seguito la consegna totale dei lavori al Consorzio Stabile Sis.

Il che significa che da quel momento partiranno i 5 anni e 2 mesi necessari a completare la variante della Tremezzina. E’ ipotizzabile dunque che i lavori verranno consegnati entro la metà di dicembre, con il cantiere di Griante (Comune che ospiterà il portale nord della variante) al via da inizio gennaio. Come più volte rimarcato anche dal nostro giornale l’ipotesi che la variante possa essere inaugurata per le Olimpiadi invernali del 2026 - la fiaccola olimpica verrà accesa a Milano il 6 febbraio 2026 - è da archiviare in via definitiva, anche perché - come rimarcato da più di un addetto ai lavori - la variante della Tremezzina non è stata annoverata tra le infrastrutture olimpiche.

La tempistica

La fine lavori -stando al cronoprogramma - slitterebbe così a metà del 2028, ricordando che la consegna definitiva dell’opera era stata annunciata per i primi di novembre.

Da gennaio quindi bisognerà ragionare sia sul cantiere di Colonno - dove i lavori della galleria di svincolo (ne abbiamo dato conto ieri) dovrebbero essere conclusi per fine aprile - sia su quello di Griante, dove in corrispondenza dell’ex Villa Maresi è previsto un senso unico alternato semaforico per sei mesi. L’attenzione è dunque o meglio nuovamente rivolta verso Roma dove da qui al fine settimana se ne saprà sicuramente di più.

Nel frattempo, ieri il cantiere di Colonno (dove dallo scorso ottobre sono in corso i lavori per gli svincoli) ha ripreso il suo normale corso, dopo che con sette ore d’anticipo sono stati ultimati i lavori di messa in sicurezza della porzione di parete rocciosa attigua alla cascata delle Camogge, dove ieri si notava la rete protettiva stesa quasi sino alla sede stradale.

Il problema è stato risolto - e in anticipo rispetto ai tempi previsti - e, per diretta conseguenza, si potranno ultimare gli ultimi cinquanta metri di scavo della galleria di svincolo, che una volta ultimata rappresenterà il nuovo tracciato della statale.

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