«Fannulloni a chi?». L’estate dei ragazzi
al lavoro per il Comune
Olgiate Hanno verniciato il cancello dell’asilo, tinteggiato il municipio, sistemato parchi e biblioteca. L’esperienza ha coinvolto una decina di adolescenti
Lettura 1 min.Olgiate comasco
Giovani volontari hanno dedicato il loro tempo alla cura di alcuni spazi pubblici, contribuendo a renderli più ordinati, accoglienti e vivibili.
Aderendo al progetto estivo di cittadinanza attiva “Ci sto? Affare fatica!”, per una settimana una decina di ragazzi (dai 15 e ai 18 anni) hanno eseguito lavori di pulizia e manutenzione.
Hanno verniciato il cancello dell’asilo, tinteggiato alcuni locali in municipio, spostato materiali e riordinato spazi in biblioteca, pulito i parchi cittadini dove hanno raccolto notevoli quantità di rifiuti.
L’iniziativa
Si è trattato di un’iniziativa organizzata da Cooperativa Lotta contro l’emarginazione in collaborazione col Comune e Luminanda, finanziata con fondi del bando regionale “La Lombardia è dei giovani”.
L’obiettivo del progetto è valorizzare il tempo libero durante l’estate, impegnandosi in attività di cittadinanza attiva.
I ragazzi hanno ricevuto un “buono fatica” di 50 euro come riconoscimento del loro lavoro, e in aggiunta il plauso e ringraziamento del sindaco Simone Moretti: «Sono sicuro saranno esempi virtuosi di comportamento anche nei confronti dei loro coetanei».
Un’occasione di crescita personale e cittadinanza attiva. «Abbiamo avuto la collaborazione degli uffici comunali perché questa è stata anche una esperienza di educazione civica, di conoscenza del Comune da parte dei ragazzi e di responsabilizzazione sull’importanza di tutelare e prendersi cura di beni pubblici – spiega Cinzia Storiale di Coop Lotta, coordinatrice del progetto - Hanno socializzato e fatto nuove amicizie. La motivazione che ha spinto i ragazzi ad aderire alla proposta non è stato il buono di 50 euro, ma voler rendersi utili alla comunità, stare insieme ad altri coetanei facendo qualcosa di produttivo per riempire il lungo tempo estivo. Quando è capitato che gli educatori abbiano richiamato alcuni ragazzi alla responsabilità che si era assunti la punizione che temevano non era l’eventuale mancato riconoscimento del buono fatica, ma il non poter partecipare alle attività».
Le finalità
Un progetto sostenuto dal Comune. «È una valida esperienza di crescita e impegno civico in cui si sperimenta il tema della cittadinanza attiva e si ha occasione di conoscere nuove persone – osserva Paola Vercellini, vicesindaco e assessore all’istruzione, cultura e politiche giovanili – È un modo per tenere i giovani occupati e avvicinarli al servizio che si può fare per la comunità uscendone arricchiti perché, nel curare l’ambiente e i beni pubblici, imparano anche ad averne rispetto».
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