L’ex canonica di Castello diventa una casa di solidarietà: inaugurato l’alloggio “San Martino”
Lurate Caccivio. Grazie a fondi Pnrr e alla sinergia tra Comune e parrocchia, la struttura ospiterà dieci persone in emergenza abitativa con percorsi personalizzati di co-housing
Lettura 1 min.Lurate Caccivio
La canonica di Castello trova nuova vita con un progetto di housing sociale. Il nuovo alloggio comunale, per gestire situazioni di emergenza abitativa, è stato inaugurato domenica. Presenti il parroco don Flavio Riva, Stefano Mascetti responsabile dell’ufficio tecnico, l’architetto Michele Bruno Morlacchi e Andrea Catelli direttore del Consorzio servizi sociali dell’Olgiatese. La parrocchia ha ceduto l’immobile al Comune a titolo gratuito per vent’anni per offrire soluzioni abitative a persone e famiglie in difficoltà economica o con fragilità, che necessitano di un supporto temporaneo per ritrovare l’autonomia.
La riqualificazione (342mila euro) è stata finanziata con fondi Pnrr. L’edificio è in grado di ospitare dieci persone. E’ dotato di cinque ampie camere e spazi in comune: una cucina, un salone e tre bagni di cui uno per disabili. «Non inauguriamo semplicemente degli spazi ristrutturati, ma un luogo di speranza - dichiara il sindaco Serena Arrighi -. Questo immobile, rimasto inutilizzato per molti anni, grazie ai fondi del Pnrr, a risorse comunali e alla collaborazione della Comunità pastorale e del Consorzio servizi sociali dell’Olgiatese ha ritrovato una vocazione profondamente solidaristica. Qui potranno essere accolte persone che stanno attraversando un momento di difficoltà, offrendo loro non solo un tetto, ma dignità, sicurezza e l’opportunità di ricominciare. Non è un caso che questa struttura sia dedicata a San Martino: il gesto della condivisione del mantello continua ancora oggi a parlarci di una comunità che non lascia indietro nessuno». La pala col mantello di San Martino donata alla parrocchia, opera del pittore Giuseppe Cordiano di Cantù, è stata collocata nel salone.
Salgono a quattro gli alloggi comunali per housing sociale, oltre ai tre in via Carovelli, riqualificati negli ultimi due anni. «Stiamo perfezionando il regolamento per il progetto di co-housing e tra un paio di settimane nel nuovo alloggio inseriremo una prima famiglia, una mamma disoccupata e separata con tre minori, e una donna in condizione di fragilità abitativa e lavorativa - spiega Sabrina Antonelli, assessore ai servizi sociali -. Speriamo di riuscire ad aiutare più persone non soltanto garantendo una copertura nel periodo in cui si trovano in difficoltà, ma dando anche il supporto per rientrare in modo dignitoso nel tessuto sociale. E’ l’obiettivo di questo progetto di co-housing che prevede un percorso ad personam di accompagnamento con educatore, da sei mesi a un anno. Al termine del percorso si farà una rivalutazione. Se le persone collaborano il progetto potrebbe prolungarsi se servisse qualche mese in più, diversamente interrompersi».
Isabella Dominioni, capogruppo della minoranza “Vivere”, osserva: «Il progetto di housing sociale inaugurato è il risultato di un percorso pensato e fortemente voluto negli anni passati dalla nostra amministrazione, che aveva individuato in questo intervento una risposta concreta alle esigenze sociali del territorio. Quando le buone idee prendono forma, il risultato appartiene a tutta la comunità».
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