“Sciopero” dei cestini della spazzatura: «Bisogna usarli in modo corretto»

Bulgarograsso L’Amministrazione li ha rovesciati con tanto di biglietto di protesta. Il vicesindaco: «Ne toglieremo alcuni in paese, troppa gente li riempie con i rifiuti di casa»

Bulgarograsso

Cestini in sciopero contro l’abbandono dei rifiuti.

L’Amministrazione ha promosso l’iniziativa “Cestino in sciopero”: un’azione di comunicazione, diretta e visibile, in cui alcuni cestini stradali, su oltre ottanta presenti sul territorio, sono stati temporaneamente messi fuori servizio, accompagnati da messaggi chiari “Io sono in sciopero fino a quando non mi userai correttamente!”, con l’intento di far riflettere i cittadini sul loro corretto utilizzo.

La campagna

La campagna di sensibilizzazione non a caso ha preso le mosse dai cestini maggiormente colpiti da conferimenti impropri nella zona residenziale di via Meucci, via Volta e via Marconi. «Specialmente in alcuni quartieri i cestini, destinati alla raccolta di piccoli rifiuti dei passanti, vengono invece utilizzati come bidoni dell’immondizia – spiega il vicesindaco Pierino Clerici – Ogni giorno vi si trovano depositati anche 3-4 sacchi di rifiuti domestici che incivili preferiscono infilare nel cestino e quando è pieno lasciarli ai piedi del raccoglitore, piuttosto che fare la differenziata. Lo stradino ogni giorno deve fare il giro e prelevare i sacchi che impropriamente la gente vi deposita». Da qui la contromossa.

«Partendo dalle zone dove è più frequente questo malcostume, abbiamo provato a sperimentare la campagna comunicativa “Cestino in sciopero” – aggiunge Clerici – In via Meucci abbiamo iniziato col capovolgere il cestino, ma non è bastato, perché qualcuno ha continuato a depositare all’esterno sacchetti di rifiuti. Abbiamo allora deciso di rimuoverlo del tutto, mentre nelle zone limitrofe abbiamo esposto cartelli con l’indicazione dello sciopero dei cestini. Da alcuni giorni stiamo notando un miglioramento, sembra che l’iniziativa funzioni».

Se non dovesse bastare, non è escluso che si passi a una cura dimagrante dei cestini. «Personalmente sarei dell’avviso di lasciarli nei luoghi di incontro, piazze, scuole, strutture e aree molto frequentate – osserva Clerici – Al contrario ridurli e, persino toglierli, da posti isolati perché finiscono con l’essere quasi un incentivo a usarli come discariche (abusive) per la spazzatura domestica». Sarà forse anche merito di questa iniziativa di sensibilizzazione, fatto sta che si è stretto il cerchio intorno ai maggiori responsabili di questo uso improprio. «Sono arrivate segnalazioni che la polizia locale ha sviluppato con un’attività di accertamento anche a fini sanzionatori – precisa Clerici – Il messaggio sembra essere arrivato, tant’è che da alcuni giorni il fenomeno si è attenuato. Lo auspichiamo perché in passato abbiamo già tentato in vari modi di disincentivare la brutta abitudine con cartelli e messaggi dai toni duri, ma passati alcuni giorni il fenomeno si ripresentava. In alcune zone abbiamo agito anche con fototrappole, ma non le possiamo impiegare in via Meucci poiché il cestino è all’ingresso di un parcheggio trafficato. Ci auguriamo davvero che si consolidino i primi segnali incoraggianti che stiamo riscontrando, per combattere degrado e uso improprio dei cestini».

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