Dieta, sport e sbalzi termici: tutti i pericoli dell’estate

Intervista Bambini e anziani sono i più esposti ai rischi derivanti dalle elevate temperature di questa stagione così torrida. Intervistato il medico di famiglia: «I rischi maggiori? Sono quelli che derivano dai passaggi repentini di temperatura»

Ogni estate con i picchi di caldo succede che un numero ingente di persone, soprattutto bambini e anziani, i più fragili, siano vittima dei colpi di calore. C’è chi finisce perfino in Pronto soccorso. In queste giornate torride e afose è bene dunque attenersi a dei semplici consigli, evitando per esempio sforzi fisici eccessivi durante le ore più assolate. Intanto, dottor Lorenzo Giorato, medico di medicina generale, cosa s’intende con il generico modo di dire “colpo di calore”?

«Uno stress eccessivo in presenza di un’elevata temperatura e di un elevato tasso di umidità può provocare una serie molto varia di sintomi nello stesso momento. L’ipertermia può tradursi in febbre, malessere, dolori muscolari e articolari, ma anche mal di testa, senso di vertigini, nausea e vomito e un aumento della frequenza cardiaca. Non bisogna esporsi troppo al sole arrivando al collasso.

La febbre d’estate?

Certo, un 37,5 non vuol dire per forza Covid. L’innalzamento della temperatura corporea può essere dovuta al caldo.

Chi è maggiormente a rischio?

Come detto i bambini e gli anziani. In generale i più fragili. Devono prestare particolare attenzione i soggetti con importanti patologie pregresse, problemi per esempio di tipo cardiovascolare. Non di rado gli scompensi cardiaci si verificano durante questa stagione. Il grande caldo mette sotto pressione il nostro organismo. Ogni medico ha degli assistiti finiti nel picco dell’estate in ospedale.

Suggerimenti?

Il primo è non praticare sport durante le ore più calde. L’ideale è muoversi presto la mattina oppure la sera, non certo sotto il sole cocente. Basta insomma evitare le ore centrali.

Meglio una maratona o il divano?

Nessuna delle due. Le persone poco atletiche e allenate usino prudenza. Gli sforzi devono essere sempre progressivi e commisurati alle proprie capacità e al proprio stato di forma e di salute. Va bene una passeggiata, non bisogna per forza scalare le montagne.

E conviene idratarsi...

Bisogna bere almeno un litro e mezzo d’acqua oltre a quella servita durante i pasti. Meglio, attenzione, se l’acqua è a temperatura ambiente. Se serve si possono anche utilizzare degli integratori, idrosalini, elettroliti, zuccheri per recuperare ciò che si è perso. In particolare per le persone che si sono mosse molto e hanno sudato tanto.

E per quanto riguarda l’alimentazione?

È consigliabile una dieta mediterranea, leggera e ricca di liquidi. Quindi frutta e verdura fresca.

Quanto e quando?

Il suggerimento è quello di mangiare poco e spesso per non affaticare la digestione.

Dolci?

I cibi più elaborati e ricchi possono appesantire. I dolci quindi in linea di massima sono da limitare. Ma d’estate si può dire di sì al gelato, magari alla frutta. Rinfresca. Il gelato può anche essere sostitutivo del pasto.

Il caffè e la birra?

No, alcolici, vino, caffè o bevande molto gassate non idratano, aumentano la glicemia.

Perché i bambini sono più a rischio?

Hanno un organismo più fragile. E poi ovviamente prestano meno attenzione a queste semplici regole. Si ricordano per esempio meno spesso degli adulti di bere un bicchiere d’acqua. Succede, sia chiaro, anche agli anziani, ma perché durante la terza età l’organismo percepisce meno la sensazione della sete e dunque più spesso s’incorre nel pericolo disidratazione.

Consigli pediatrici?

Sono sicuro che i colleghi pediatri suggeriscano per esempio ai genitori di mettere in testa ai loro bambini dei cappellini per ripararsi dal sole. E di usare spesso tanta crema solare. Un concetto che comunque vale per tutti vista l’importanza di proteggere la pelle dai raggi del sole.

Al mare?

Non solo al mare, ma certamente anche in spiaggia. Dove conviene starci al mattino e poi dalla metà del pomeriggio.

Gli occhi?

Ci sono gli occhiali da sole. Io li consiglio sempre per proteggere la nostra vista. Troppa luce oltre a infastidire può nel lungo periodo provocare dei danni agli occhi.

Gli sbalzi termici?

Ecco, i passaggi repentini di temperatura sono molto pericolosi. Tutti gli anni qualche assistito d’estate sviene e finisce in Pronto soccorso per un passaggio immediato da un ambiente molto freddo ad uno molto caldo. L’esempio classico è la macchina. Non bisogna guidare con l’aria condizionata al massimo in pieno giorno e poi scendere di fretta fuori dalla portiera in un parcheggio assolato con oltre quaranta gradi. Non può fare bene. In termini generali bisogna sempre abituare il corpo all’ambiente. In termini molto pratici basta spegnere il condizionatore cinque minuti prima dell’arrivo.

Succede anche in acqua?

Esatto, non bisogna assolutamente tuffarsi nell’acqua fredda arrivando da un lido molto caldo. Altrimenti si verifica uno choc termico. L’abbiamo spero imparato qui sul lago di Como. Quest’anno per questo motivo sono morti dei giovani che si sono tuffati tra viale Geno e il Tempio. Il nostro corpo deve acclimatarsi, bisogna rinfrescarsi per gradi e poi entrare in acqua. La premessa comunque è che si può fare il bagno come ovvio soltanto dove non è vietato e meglio dove ci sono attrezzature idonee e personale dedito al controllo.

Per rinfrescarsi l’acqua fredda sui polsi funziona?

Un tempo si suggeriva anche di bagnare la nuca. Diciamo che rinfrescare il corpo abbassa la temperatura corporea. Ma no, non credo ci siano ragioni specifiche o scientifiche per i polsi o la nuca in particolare. È una sensazione, si attivano dei riflessi.

La notte?

Per stare al fresco in casa è un’ottima pratica tenere le imposte socchiuse di giorno, tapparelle e persiane. Per non fare entrare l’afa e il calore. I cambi d’aria si possono fare di primo mattino e la sera.

Un cuscino sotto alle gambe?

Forse, per chi soffre di insufficienza venosa, se la persona sente le gambe stanche e appesantite. Come pure si può consigliare un secondo cuscino dietro alla testa ai soggetti che soffrono per esempio di reflusso gastro esofageo, in particolare durante le ore notturne.

Lenzuola di lino?

Più semplicemente d’estate occorre indossare vestiti leggeri, usando tessuti che fanno traspirare la pelle. Di giorno è meglio preferire i colori chiari.

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