I noduli alla tiroide colpiscono il 50% delle donne. Per curarli serve la radiofrequenza

Una sola seduta Tecniche di termoablazione sostituiscono oggi la chirurgia L’intervento viene eseguito in regime ambulatoriale e in anestesia locale

I noduli alla tiroide colpiscono il 50% delle donne. Per curarli serve la radiofrequenza
Nudolo tiroideo
(Foto di archivio)

I noduli alla tiroide sono ampiamente diffusi nella popolazione adulta, con una prevalenza all’ecografia diagnostica che raggiunge il 50% nella popolazione femminile ed il 30% in quella maschile. Se nella maggior parte dei casi questi non richiedono trattamento, in alcuni pazienti anche in caso di noduli benigni è necessario un trattamento con radiofrequenza.

La radiofrequenza

«Molte lesioni nodulari – spiega Andrea Azzaretti, responsabile dell’Unità Operativa complessa Diagnostica per Immagini dell’ospedale Valduce - all’esame ecografico di screening e/o al successivo esame citologico, risultano benigne e si mantengono asintomatiche nel tempo, non richiedendo ulteriori trattamenti. Tuttavia, alcuni pazienti, anche con benignità accertata dei noduli, possono sviluppare diverse sintomatologie». Tra queste patologie da compressione (difficoltà alla respirazione, tosse, disfagia, sensazione di corpo estraneo o deviazione tracheale) oppure inestetismi, come tumefazioni in sede giugulare.

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