I responsabili dell’infiammazione dell’uretra sono batteri e parassiti

Malattie È una patologia che può interessare sia gli uomini sia le donne. La forma più nota è quella legata all’agente della gonorrea o blenorragia

L’uretrite è un’infiammazione acuta o cronica dell’uretra. Può interessare sia la popolazione maschile che quella femminile. Le cause sono diverse, da batteri a protozoi, fino a parassiti pluricellulari. La terapia solitamente è di tipo antibiotico ma nelle forme croniche può essere utile anche l’utilizzo di antinfiammatori. «L’uretra è una parte anatomica dell’apparato genitale maschile e femminile – spiega Marco Malinverno, responsabile dell’Unità operativa di urologia dell’Istituto clinico Villa Aprica –, si tratta di una precisazione utile da fare in quanto spesso, nella concezione comune, l’uretra viene confusa con l’uretere che è un canale che collega il rene con la vescica. L’uretra, invece, è un canale collega la vescica con l’esterno». Il compito dell’uretra è così quello di veicolare all’esterno uno dei prodotti di “scarto” dell’organismo, cioè le urine.

Forme acute e croniche

«Si tratta di un canale che ovviamente – precisa lo specialista – varia anatomicamente nel sesso maschile e in quello femminile. La funzione è la stessa in entrambi i casi, ma nel maschio l’uretra veicola all’esterno non soltanto le urine ma anche i prodotti di secrezione della prostata e delle vescicole seminali». Esistono dei piccoli fori nel canale (otricoli) dai quali queste sostanze vengono emesse e che possono anche essere il punto di accesso di microrganismi patologici che colonizzano le strutture ghiandolari. È qui che possono originare infezioni, come appunto l’uretrite. Come detto, l’infiammazione di questo piccolo canale che permette il passaggio dell’urina dalla vescica all’esterno può essere acuta o cronica. «Per quanto riguarda i sintomi – aggiunge il medico – dipende innanzitutto dalle forme acute e croniche. Nelle forme acute i sintomi sono più marcati con fastidio a urinare, dolore nella sede dell’uretra, perdita di secrezioni. Nelle forme croniche, invece, la patologia è più subdola con sintomi meno evidenti. La sintomatologia, va detto, dipende anche dalla causa dell’infiammazione».

Le altre forme di infezione

La forma di uretrite più nota è quella legata al batterio responsabile della gonorrea, chiamata anche blenorragia o scolo. «Questa forma di uretrite – dice Malinverno – ha un decorso molto acuto e ha una sintomatologia molto accentuata al momento della minzione, per il forte bruciore e dolore. In alcuni testi scientifici è riportato come i sintomi siano simili alla sensazione di eliminare con le urine delle lamette di rasoio».

Oggi sono cambiati i tempi per i batteri e l’evoluzione degli antibiotici ha modificato l’espressione di queste forme batteriche che tendono ad essere più subdole, più attenuate, rispetto al passato e che per questo sono più difficili da riconoscere. La gonorrea è una delle malattie sessualmente trasmissibili più diffuse a livello mondiale. Il batterio che la provoca, Neisseria gonorrhoeae, è in grado di infettare le vie uretrali nell’uomo e le vie uro-genitali nella donna. Per crescere e riprodursi questo batterio ha bisogno di un ambiente caldo e umido e gli organi genitali femminili e l’uretra, sia nella donna che nell’uomo, sono l’ambiente ideale. L’infezione può però svilupparsi anche in altre sedi: bocca, gola, occhi e retto.

Altre forme di uretriti possono essere causate da Clamidia e micoplasmi, fra cui l’ureaplasma: sempre più diffuse, si tratta di forme batteriche molto piccole che possono vivere solo all’interno della cellula ospite e molto più subdole. Meno comune è l’uretrite indotta da trichomonas vaginalis che è più diffusa nel sesso femminile. Nell’uomo induce sintomi aspecifici, come quelli descritti per le altre uretriti a differenza delle quali, per le modalità di infezione, i rapporti diversi da quelli propriamente vaginali sono meno incriminati. In questo caso il responsabile dell’infiammazione non è un battere, ma un parassita pluricellulare (protozoo).

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