Un’app sullo smartphone per la ginnastica a domicilio

Imparare a curarsi Lo strumento nasce per chi soffre di sarcopenia. Arruolati duecento pazienti, obiettivo: analizzare i benefici della cura

Uno studio scientifico che prevede un semplice programma di attività fisica, da effettuare a casa attraverso un’applicazione per smartphone, per contrastare la sarcopenia. È quello avviato dall’Irccs Ospedale San Raffaele e dall’Irccs Ospedale Galeazzi -Sant’Ambrogio e grazie a un finanziamento del Ministero della Salute.

“Gym – Grow your muscle” prevede l’arruolamento di circa 200 persone con sarcopenia per analizzare i benefici in queste persone dell’attività fisica a domicilio. La ricerca si concluderà nel giugno del 2025 ma gli esperti hanno già analizzato i primi dati che sono risultati molto incoraggianti.

«L’obiettivo dello studio – spiega Matteo Bonato della Scuola di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Milano e ricercatore presso l’Irccs Ospedale Galeazzi–Sant’Ambrogio – è quello di sviluppare un’applicazione per smartphone per la prescrizione di attività fisica a domicilio nelle persone con sarcopenia. Per validare l’efficacia di questa applicazione abbiamo creato questo studio scientifico della durata di 48 settimane». I partecipanti alla ricerca, reclutati su base volontaria, vengono così suddivisi in due gruppi. Un primo gruppo riceve una prescrizione di attività fisica tramite l’applicazione e un secondo gruppo, invece, riceve un libretto all’interno del quale vengono consigliate le buone pratiche per mantenere uno stile di vita attivo, senza però nessuna prescrizione specifica di attività fisica. «All’interno dell’applicazione – prosegue Bonato - sono presenti dei video tutorial con diversi esercizi da effettuare a casa e che sono suddivisi in una parte di riscaldamento, dove si svolgono degli esercizi di mobilità articolare, una parte centrale dove si eseguono semplici esercizi di potenziamento muscolare a corpo libero e la parte conclusiva con esercizi di allungamento muscolare e stretching».

Prima di essere avviati allo studio i partecipanti vengono sottoposti a uno screening per individuare la presenza di sarcopenia (attraverso una bioimpedenziometria) e una visita medico sportiva per valutare l’idoneità a svolgere in sicurezza attività fisica a domicilio. «Viene eseguita anche una batteria di test fisici – spiega ancora il ricercatore – per valutare, ad esempio, la forza di presa della mano,quella degli arti inferiori, la capacità equilibrio e quella aerobica tramite un test di 6 minuti di camminata. I partecipanti vengono sottoposti anche a questionari psicologici e cognitivi, oltre che a degli esami del sangue per la ricerca di biomarcatori associati al decadimento muscolare». Seguono anche degli esami radiologici per valutare la massa muscolare e una risonanza magnetica della coscia per misurare la sezione trasversa del quadricipite e la percentuale di grasso infiltrato nel muscolo in modo da poter poi registrare gli effetti dell’esercizio fisico.

Al termine dello screening, come detto, i partecipanti vengono suddivisi casualmente in uno dei due gruppi. «Le persone reclutate – aggiunge Bonato – vengono rivalutate dopo 12 settimane per verificare l’andamento dello studio e per capire se l’attività fisica a domicilio viene svolta correttamente. Le stesse persone vengono poi rivalutate dopo 48 settimane, al termine del percorso».

Come detto, lo studio è promosso dal Ministero della Salute tramite fondi di Ricerca Finalizzata e si tratta di uno dei pochi studi a livello internazionale con un follow up prolungato. Il target previsto è quello di 196 partecipanti e a oggi sono oltre 130 le persone che hanno aderito spontaneamente alla ricerca. L’arruolamento si concluderà a giugno di quest’anno e lo studio a giugno 2025. Unico requisito richiesto per partecipare quello di avere più di 60 anni (Per aderire all’iniziativa: [email protected]).

«Al momento oltre 80 persone hanno completato le prime 12 settimane di allenamento e circa una trentina hanno già terminato le 48 – conclude - Già dopo 12 settimane abbiamo osservato un miglioramento della forza muscolare e una diminuzione del rischio di caduta. Dopo 48 settimane, abbiamo riscontrato anche un aumento della massa muscolare, soprattutto agli arti inferiori».

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