Omicidio Mazzotti, le motivazione che hanno condannato Latella e Calabrò
Dopo la sentenza Il rapimento per mano della ’ndrangheta. «Cristina mai considerata come persona»
Dopo la sentenza Il rapimento per mano della ’ndrangheta. «Cristina mai considerata come persona»
Como Cinquant’anni dopo, due dei tre imputati accusati di sequestro e omicidio volontario sono stati condannati all’ergastolo. In aula ci sono anche 70 giovanissimi studenti
Sequestro Mazzotti Intervista a Demetrio Latella, la sua impronta era sull’auto dove viaggiava la ragazza. «Io e Talia siamo stati incastrati. Calabrò? C’era anche lui. Ho ucciso, ma l’unico rammarico che ho è il rapimento»
Il processo Lunghissima requisitoria dell’accusa per il sequestro e l’omicidio della giovane: «Definire drammatico il suo omicidio è riduttivo. Il termine corretto è disumano»
Eupilio In aula per il processo le dichiarazioni spontanee rilasciate da Giuseppe Calabrò. «Nel 1975 vivevo tra la Calabria e Torino»
Il testimone L’ex mafioso Saverio Morabito ha sequestrato sette persone tra cui anche Cesare Casella. «Tutti gestiti dalla ’ndrangheta. Noi divisi in tre gruppi: i rapitori, i carcerieri e chi incassava»
Eupilio Latella, Talia, Calabrò e Morabito sono considerati i mandanti del sequestro della studentessa di diciotto anni, rapita a Eupilio il 1 luglio 1975, poi tenuta prigioniera, uccisa e gettata in una discarica
Eupilio Primo appuntamento davanti al giudice delle udienze preliminari per i presunti mandanti
’Ndrangheta La soddisfazione dell’allora fidanzato per il rinvio a giudizio dei quattro presunti autori. L’uomo era con lei quella sera del 30 giugno 1975. «Erano tutti a volto scoperto, li ho visti bene»
48 anni dopo Riaperte le indagini sul caso dopo quasi mezzo secolo: tra gli imputati rinviati a giudizio c’è anche Giuseppe Morabito, boss dell’ ’ndrangheta