Martedì 08 Giugno 2010

Cabiate: ancora attesa
per i funerali di Gaetano

MARIANO COMENSE - Lo sguardo fisso nel vuoto, la disperazione. Da due giorni non parlano, i genitori di Gaetano. Affondano soltanto nel divano blu del salotto. Dove le tende azzurre sono tirate su una finestra, e la luce filtra dall'altra, in un appartamento al primo piano di un condominio in via San Martino. Circondati da parenti, zii e cugini di Gaetano, stringono la mano a tutti coloro che entrano in casa per le condoglianze. Nella disperazione, mamma e papà non riescono a dire nulla.
Dentro casa, a qualche centinaio di metri dall'oratorio San Rocco – è lì che «Gae» andava a giocare sul campetto da calcio – si aspetta lo squillo del telefono. Per conoscere l'esito dell'autopsia, obbligatoria in casi come questi, e avviare quindi le penose pratiche del funerale. Sarà celebrato nella chiesa di Santo Stefano, dopo che la salma arriverà dalla camera mortuaria dell'ospedale di Cantù.
Giornata di profonda tristezza anche al Monnet. Ancora di più per chi frequenta, nella sezione D, il primo anno dopo il biennio propedeutico. A fine gennaio, Gaetano ha lasciato l'istituto tecnico. Terminati i due anni obbligatori di studi, dopo qualche mese di lezioni ha deciso di buttarsi nel mondo del lavoro. Scuro in volto il vicepreside professor Matteo Ricucci:«Queste tragedie sono dure da accettare. Apri il giornale, vedi che oggi c'è questo ragazzo. Poi un altro giorno, un altro. Tanti giovani. Penso alle famiglie, di questi ragazzi. I genitori, qui a scuola, vengono a chiederci aiuto. Non sempre è facile parlare con le generazioni più giovani. Noi, nelle classi, abbiamo diversi progetti di sostegno. Ma tutti devono fare la loro parte».

l.barocco

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