Lunedì 16 Giugno 2014

In otto anni i costi

sono quasi triplicati

Da 12 a 31 milioni

Era il 12 gennaio 2006 quando il Comune aggiudicava in via definitiva i lavori per le «opere antiesondazione» all’azienda veneziana Sacaim. Importo: 11 milioni (per la precisione 11.130.500 euro più 800mila euro di oneri per la sicurezza). Oggi, otto anni e mezzo dopo, l’operazione costa 20 milioni in più.

Siamo arrivati a superare quota 31 milioni (31.158.973 euro e 50 centesimi), questo è il nuovo quadro economico che tiene conto degli undici milioni e mezzo assegnati l’anno scorso dalla Regione al Comune per finire il tormentato cantiere. Sull’esplosione dei costi è in corso un’indagine da parte della Corte dei Conti, sono stati effettuati sopralluoghi sul cantiere (anche dal lago, con i magistrati contabili su un motoscafo) e sentite decine di persone tra dirigenti, tecnici e amministratori pubblici. Si sono allungati a dismisura i tempi (la conclusione dei lavori, partiti l’8 gennaio 2008, era prevista il 27 dicembre 2010, invece non siamo nemmeno a metà dell’opera) e di pari passo è cresciuto l’esborso di soldi pubblici.

Magistrati contabili al lavoro

La Corte dei Conti continua a lavorare sull’ipotesi di un danno erariale; l’ultimo blitz è dell’11 luglio scorso, poi erano stati ascoltati i professionisti che avevano redatto il progetto originario. Sentiti dai magistrati e dalla finanza anche l’ex assessore Fulvio Caradonna, l’ex dirigente di Palazzo Cernezzi e direttori dei lavori Antonio Viola, il responsabile del procedimento Antonio Ferro. Sotto la lente d’ingrandimento c’è tutta la storia del cantiere, fino al caso del muro e oltre. Attenzione alta anche sulle contestazioni mosse dall’impresa, oltre alle “riserve” già presentate e alle penali che l’amministrazione dovrà pagare per il lunghissimo fermo cantiere. La storia infinita delle paratie inizia il 7 dicembre 1994, quando la giunta dà a Renato Conti, Ugo Majone e Carlo Terragni l’incarico di curare il progetto.

Modifiche in continuazione

Il 25 luglio 1995 viene approvato il progetto preliminare e nel 1998 arriva il via libera. Per ridurre i costi, al posto delle paratie mobili compaiono alcune barriere fisse. Il 10 dicembre 2003 arriva l’ok al piano definitivo, nel 2004 la scultura del Somaini viene eliminata perché troppo costosa e restano i muri. La prima gara per l’assegnazione del maxi appalto va deserta, a gennaio 2006 viene aggiudicato all’impresa Sacaim. I lavori prendono il via ufficialmente l’8 gennaio 2008. La situazione precipita nel 2009 (in carica c’è la giunta Bruni): il 16 settembre Innocente Proverbio, pensionato comasco che passeggia, scopre il muro, lancia l’allarme e lo scandalo di Como finisce in tutto il mondo. Il 4 novembre si dimette Caradonna. La barriera viene abbattuta, dopo la sollevazione della città, il 24 febbraio 2010. Il 24 gennaio 2011 il Comune sospende ufficialmente i lavori, da allora in sostanza mai più ripartiti. Il resto è storia recente, a partire dalla scelta di Mario Lucini di rivedere il progetto e cercare un accordo con la Regione. Il nuovo piano adesso è pronto, dev’essere accettato da Sacaim e dagli altri enti, l’obiettivo è far ripartire il cantiere entro settembre. Non sarà facile. Sull’aumento dei costi Lucini dice: «Sono passati dieci anni e nel primo progetto c’erano aspetti non sufficientemente approfonditi. Parlo di opere strutturali, fondazione e parte impiantistica, c’erano alcune valutazioni approssimative. E le opere nuove si calcolano con i prezzi nuovi. Fermo restando che io non avrei mai fatto partire il cantiere». n Michele Sada

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