Infiammazione causata dal Covid  Tre bimbi in ospedale, due gravi
L’esterno del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna (Foto by foto andrea butti)

Infiammazione causata dal Covid

Tre bimbi in ospedale, due gravi

Ai piccoli pazienti i medici hanno diagnosticato la sindrome di Kawasaki

Como

Tre bambini comaschi positivi al virus sono stati ricoverati al Sant’Anna con la sindrome di Kawasaki. Due di loro sono stati trasferiti d’urgenza in terapia intensiva. Questi tre piccoli pazienti sono residenti in provincia e hanno cinque, tre e due anni. Dopo essere stati ricoverati in ragione della positività è stata loro diagnosticata una sindrome rara, potenzialmente correlata al Covid.

Trasferiti a Bergamo e Milano

I due casi più delicati sono stati trasportati per le cure intensive pediatriche all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e al Buzzi di Milano, due strutture di riferimento per il trattamento di questa patologia infantile. Patologia che scatena un’infiammazione del tessuto cardiaco. Il terzo bambino è ancora al Sant’Anna dove sono in corso i necessari accertamenti. I sintomi principali di questa sindrome sono la febbre alta per oltre tre giorni, la congiuntivite, delle eruzioni cutanee, il gonfiore e l’arrossamento delle mani e dei piedi. Ma questa patologia è di natura infiammatoria e colpisce i vasi sanguigni.

I casi osservati finora riguardano bambini di età inferiore ai cinque anni. L’attenzione del mondo della sanità internazionale si è molto concentrata sulla sindrome di Kawasaki perché sembra essere favorita da una reazione immunitaria eccessiva, proprio come succede con il Covid. Nel tentativo di contrastare l’azione del virus, l’organismo di alcuni pazienti risponde con una difesa esagerata che nuoce gravemente alla salute dello stesso soggetto contagiato. Resta il fatto che le cause della sindrome di Kawasaki non sono ancora accertate e la relazione con il Covid è per sola solo ipotetica. Così però sostiene un recente studio a cui ha lavorato la pediatria dell’ospedale di Bergamo, pubblicato prestigiosa rivista scientifica inglese The Lancet.

«Nessuna paura e nessun allarme - spiega il primario della pediatria del Sant’Anna Angelo Selicorni - i genitori devono essere attenti a monitorare una serie di campanelli d’allarme che i pediatri di famiglia ben conoscono. Quindi una febbre alta da più giorni, la comparsa di congiuntivite, le labbra o la bocca secche, uno stato di debolezza generale, l’arrossamento e il gonfiore delle mani e dei piedi e l’aumento di dimensione di alcuni linfonodi. In questi casi è necessario approfondire la situazione con accertamenti mirati ed attivare le terapie necessarie».

Un incontro on-line

«Considerato il numero di casi che sono stati registrati - dice il direttore generale dell’Asst Lariana Fabio Banfi - abbiamo offerto ad Ats Insubria la possibilità di organizzare un incontro on-line dei nostri medici con i pediatri del territorio, e se servisse anche della provincia di Varese, per presentare la sintomatologia emersa e i segnali da non sottovalutare».
S. Bac.


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