Livio e l’auto blu della Provincia  In sette mesi 12mila chilometri
Maria Rita Livio, sindaco di Olgiate e presidente dell’amministrazione provinciale (Foto by archivio)

Livio e l’auto blu della Provincia

In sette mesi 12mila chilometri

La presidente: «Con Carioni erano di più, 65mila all’anno». Fermi: «All’Aquila dagli Alpini a nostre spese, assurdo. Doveva pagare lei»

In sette mesi, dal momento dell’elezione di Maria Rita Livio a presidente della Provincia fino ad oggi, l’auto blu di Villa Saporiti ha percorso 12mila chilometri. In media, 1.714 chilometri al mese. L’Audi a disposizione della Livio - utilizzata raramente dal suo vice o da consiglieri che la sostituiscono in occasioni ufficiali - in questa prima parte del 2015 ha viaggiato per un totale di 9mila chilometri, cifra cui vanno aggiunti altri 3mila chilometri del 2014 (da metà ottobre, momento dell’elezione, in avanti). Livio spiega di essersi fatta portare dall’autista «spesso in Regione, poi alla Regio Insubrica, alla direzione dell’Upi (unione delle Province) e in tante scuole del nostro territorio».

«Usiamo una sola auto, l’altra resta in garage - aggiunge la presidente - E presumo che quest’anno resteremo sotto quota 20mila chilometri. Ben diversi erano i dati degli anni in cui alla presidenza c’era Leonardo Carioni. Nel 2008 un’auto ha fatto 29.990 chilometri e quella del presidente 39.210, nel 2009 una 26.339 chilometri e quella di Carioni 39.365, nel 2010 una ha fatto 24.661 chilometri e l’auto del presidente 38.055».

Intanto, Forza Italia attacca sulla notizia riportata ieri: il viaggio della stessa Livio fino all’Aquila con l’auto blu, per partecipare al raduno nazionale degli Alpini, missione durata tre giorni con tappa a Pineto per avviare un gemellaggio come sindaco di Olgiate. «Livio, sempre pronta a impartire lezioni, impari il rispetto - dice il segretario provinciale Alessandro Fermi - Dovrebbe dare l’esempio chi, come lei, non perde occasione per difendere l’inefficienza totale della Provincia accusando la drammatica assenza di soldi. Un ente in dissesto, con un presidente sempre pronto ad ergersi a paladina del senso del dovere. Mai mi sarei permesso di usare risorse pubbliche, poche o tante che siano, per farmi accompagnare a una manifestazione, dove centinaia e centinaia di amministratori locali si sono recati con soldi e mezzi propri».


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