Martedì 02 Settembre 2014

Mostra Villa Olmo, 10mila visite

E Mauro Corona ha vinto 4 a 1

I dati sugli ingressi alla mostra di Villa Olmo non aiutano l’assessore alla cultura Luigi Cavadini. Anzi, rappresentano un altro punto di debolezza. L’evento “Ritratti di città” si è infatti fermato nella settimana appena trascorsa a quota 998 visitatori, in quella precedente (18-24 agosto) le presenze erano state 1.333.

Dal momento dell’apertura (27 giugno) hanno visitato la mostra 10.314 persone e proseguendo di questo passo la rassegna chiuderà a 20mila circa (poco sopra i 17mila dell’anno scorso). La media di agosto (totale 5.686 biglieti staccati) è identica a quella registrata a luglio: 161 ingressi al giorno. E parla chiaro il confronto con gli eventi clou di Parolario, sabato scorso per esempio sono arrivate 600 persone per l’incontro con lo scrittore Mauro Corona e lo stesso giorno hanno scelto la mostra di Villa Olmo solo 171 persone.

In una nota diffusa ieri, la società milanese Sae Comunicazione (organizza e gestisce l’evento su incarico del Comune), scrive: «Abbiamo attuato e stiamo attuando un progetto di comunicazione che prevede l’utilizzo di un mix tra tecniche classiche come la pubblicità su stampa e in esterno, di azioni di marketing “one to one” che ci portano a stilare convenzioni con realtà istituzionali e private del territorio, e di utilizzo dei social media. I risultati ci sono e cominciano a essere visibili».

«Stiamo lavorando - spiega la titolare di Sae, Elena Salvaneschi - per le prenotazioni di gruppi per il periodo autunnale e stiamo ricevendo visitatori che sono anche internazionali: fra gli ingressi il 60% è legato agli italiani, che arrivano soprattutto nel fine settimana, che hanno letto della mostra e vogliono venire a vederla; il 40% agli stranieri (tedeschi come costante e poi a ondate legate alle prenotazioni dei tour operator, mentre francesi, belgi, olandesi, qualche americano, a fine agosto molti russi, in generale si presenta negli infrasettimanali). Tutto questo significa che l’Italia può davvero contare su un interessante movimento di turismo culturale; questo ci sembra positivo per il marketing territoriale di Como, una sede di lavoro che ci ha catturato e che amiamo».n

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