Muggiò chiude dopo 41 anni
Il triste addio al palasport

Un allenamento di karate ha concluso l’attività del centro sportivo inaugurato nel 1972

Como

L’onore di essere gli ultimi a uscire dal palazzetto di Muggiò è spettato agli atleti di karate del Mizuumi Kai Karate Do.

Giovedì alle 21 hanno spento le luci e hanno chiuso la porta, per sempre, dopo 41 anni. Inaugurato nel 1972 dal sindaco Antonio Spallino, al di là del degrado nel quale era precipitato negli ultimi tempi, il Centro Sportivo Muggiò (così recita l’insegna) di via Sportivi Comaschi è stato non tanto la culla dei campioni, quanto soprattutto una palestra di sport e di vita quotidiana di tantissima gente comune. Il suo punto di forza, che lo smembramento attuale delle società farà rimpiangere, era il suo essere un complesso polisportivo a due palestre dove erano accomunate una varietà di discipline.

Non è mancato l’ultimo imprevisto, la rottura di una tubazione del riscaldamento avvenuta giovedì, giusto per finire in gloria, che ha fatto saltare l’allenamento del Bushido Club di shorinji kempo previsto venerdì. Ora fra quelle quattro lamiere è calato il buio. Nei prossimi giorni le società ritireranno le ultime attrezzature. Poi serviranno alcune migliaia di euro per la messa in sicurezza e renderlo inaccessibile; l’abbattimento avverrà solo con la costruzione di un nuovo impianto. Non ci sono progetti in vista, nel frattempo Como sarà senza palazzetto.

«È un peccato lasciare una struttura così importante – dice Tiziano Papa, presidente e istruttore del Mizuumi - Era il luogo ideale per tanti sport, oltretutto in una posizione strategica. E poi con un po’ di sentimentalismo ci si era affezionati. Forse si poteva tirare avanti con qualche rattoppo in attesa di una struttura nuova. Speriamo che ne venga costruita una analoga che valorizzi lo sport della città».

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