Como, nel trimestre 11mila assunzioni. In vetta il turismo

Excelsior La figura più richiesta in regione? Cameriere. E quella più difficile da reperire in assoluto è il medico. Nuovi assunti sul Lario: 70% nei servizi, 30% industria

La professione più richiesta in assoluto in Lombardia è il cameriere di sala. Solo per questo mese di gennaio le aziende della nostra regione ne cercano più di 14mila. I profili sono richiesti con esperienza, per il 50% delle offerte di lavoro, e tra i 24 e i 44 anni per il 60%. Quasi la metà delle ricerche ha difficoltà di reperimento: per il ridotto numero di candidati, nel 28% dei casi, e per la loro inadeguatezza, nel 13%.

Proprio nel turismo si registra anche la più alta percentuale di contratti a tempo determinato: 68%. A fronte della percentuale più bassa di contratti a tempo determinato: 15%. Mentre è solo al 6% l’apprendistato e la voce “altri contratti” sale all’11%. La professione dove il reperimento è più difficile in assoluto, e in tutta Italia, è quella del medico.

Sono i dati diffusi dall’ultima indagine di Unioncamere con Anpal sulla domanda di lavoro delle imprese e sugli ingressi nel mondo del lavoro in questo trimestre: dicembre 2022-febbraio 2023.

I numeri

A Como e provincia saranno complessivamente 11.690 i nuovi assunti, per quasi il 30% assorbiti dall’industria mentre per oltre il 70% sono richiesti dai servizi che includono quel gran fabbisogno di manodopera che le imprese del turismo richiedono. Lo stesso accade a Sondrio dove il fenomeno è ancora più esasperato con oltre il 90% dei nuovi ingressi destinati ai servizi e solo l’8,5% all’industria per una platea complessiva di 5.390 nuovi assunti nel trimestre. A Lecco le percentuali sono più bilanciate: l’industria assumerà per il 40% dei nuovi lavoratori mentre i servizi per quasi il 60% di un totale complessivo, sui tre mesi, di 6.680 persone.

In Italia, a fine 2022, 6 imprese su 10 hanno programmato assunzioni, un dato analogo a quello dello scorso anno. Crescono invece in modo significativo le entrate previste: 5,2 milioni, in aumento dell’11,6% rispetto al 2021 e del 12,2% se confrontato con il 2019.

La difficoltà di reperimento è in aumento per tutti i profili professionali: sono quasi due milioni le assunzioni per le quali le imprese nel 2022 hanno avuto problemi, circa 600mila in più rispetto all’anno scorso, ma quasi il doppio (un milione) di quanto evidenziato prima della pandemia.

In aumento anche il livello di qualificazione richiesto con 1,5 milioni i diplomati ricercati dalle imprese (quasi il 29% del totale entrate) e 783mila i laureati (15%), entrambi in crescita rispetto allo scorso anno.

Lo scenario

Nel mese di dicembre le assunzioni previste, complessivamente, sono state 329mila e salgono a 1,2 milioni per l’intero trimestre dicembre-febbraio. Rispetto a un anno fa si registra una flessione di oltre 24mila, in conseguenza del rallentamento dell’economia causato dalla guerra in Ucraina, della crisi energetica, della crescita dell’inflazione e del costo del denaro. Nonostante questo, i livelli della domanda di lavoro delle imprese si mantengono superiori a quelli registrati nell’analogo periodo pre-Covid (+28mila su dicembre 2019, +115mila sul trimestre).

Resta però elevata la difficoltà di reperimento, ben oltre i livelli registrati fino al 2019, e riguarda il 45,3% del personale ricercato, un valore superiore di circa 7 punti percentuali rispetto a un anno fa. Significa che aumenta il gap tra formazione ed esperienza offerta da chi lavora e le esigenze di chi assume.

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