Il turismo ticinese
cerca personale
Chance per i frontalieri

Nuove assunzioni e fiducia sulla stagione estiva anche se difficilmente verranno replicati i numeri record del 2021

Il turismo ticinese cerca personale Chance per i frontalieri
Un’immagine del parco Ciani, luogo simbolo del turismo a Lugano

Bene, ma non benissimo. Secondo i dati raccolti dal Kof (il Centro di ricerche congiunturali del Politecnico di Zurigo), relativi al primo trimestre 2022, il segmento del turismo ha registrato a livello federale un segno “più” marcato, nonostante la quinta ondata di contagi.

In Ticino, in base al report diffuso dall’Ufficio di Statistica cantonale, i pareri sono invece discordanti. Se da un lato c’è chi ha visto questo primo trimestre come un trampolino di lancio in vista della stagione estiva, dall’altro c’è chi ha parlato apertamente di “volumi in calo”.

Per diretta conseguenza, il saldo relativo alla bilancia turistica cantonale è positivo, ma con numeri e percentuali inferiori a quelle federali. «Osservando le zone turistiche si presentano due situazioni contrapposte per quanto riguarda il settore alberghiero - si legge nel report dell’Ufficio di Statistica che fa capo a Bellinzona -. La zona del lago di Lugano ha presentato una situazione simile alla rilevazione precedente, con un saldo positivo e in crescita. Per contro, la zona del lago Maggiore ha registrato un saldo nettamente inferiore rispetto al mese di gennaio».

Il bicchiere per la stagione in corso resta comunque mezzo pieno, tanto che a corredo del report il direttore di Ticino Turismo, Angelo Trotta, ha rimarcato il fatto che a livello cantonale «ci attendiamo ancora una forte affluenza di turisti elvetici, nella piena consapevolezza che non sarà facile raggiungere le cifre del 2021». Nel dettaglio, «i primi mesi dell’anno sono stati caratterizzati da una ripresa dei mercati a noi vicini, Germania e Italia in primis, ma anche degli altri Paesi europei importanti per la nostra destinazione come i Paesi Bassi e l’Inghilterra».

C’è poi l’aspetto occupazionale, che tiene banco su entrambi i lati del confine. E questo in virtù del fatto che, come confermato dall’Ufficio di Statistica cantonale, «nel settore alberghiero si osserva un numero crescente di albergatori che giudicano “insufficienti” i livelli d’impiego, di conseguenza per i prossimi tre mesi crescono coloro che prevedono di aumentare l’occupazione. Anche tra i ristoratori ticinesi, la maggioranza di essi prevede anche per i prossimi tre mesi un aumento dell’occupazione». Tutto questo ricordando che in base ai numeri diffusi dall’Ufficio federale di Statistica, nel primo trimestre dell’anno, i frontalieri occupati nel segmento della ristorazione e dell’hotellerie ticinese sono cresciuti dell’11,8%, facendo inevitabilmente scattare l’ennesimo campanello d’allarme su questo lato del confine.

A livello generale, la riapertura totale delle frontiere - rispetto alle limitazioni dello scorso biennio - rappresenterà sicuramente un banco di prova importante per la Svizzera e il Ticino, tenendo conto che già dal prossimo fine settimana lungo - con la festa dell’Ascensione - si capiranno i rapporti di forza tra Cantoni a vocazione turistica.

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