Piscine condominiali,
per riaprire
serve un bagnino

L’Anaci sollecita un chiarimento, le indicazioni dell’ordinanza regionale rendono complesso l’utilizzo degli impianti

Piscine condominiali, per riaprire serve un bagnino
Linee guida complesse per la sicurezza delle piscine condominiali

L’estate è alle porte, viaggiare è complesso e sono quindi sempre più apprezzati i residence ed i condomini dotati di piscina presenti sul nostro territorio. Anche in questo caso, tuttavia, ci sono delle linee guida da rispettare, come spiega Alessandro Maria Colombo, responsabile scientifico dell’Anaci di Como, l’associazione che riunisce gli amministratori condominiali. «In questo periodo – spiega Colombo – tanti colleghi ricevono numerose richieste per la riapertura delle piscine condominiali, ma l’ultima ordinanza regionale, richiamando un documento dell’Istituto superiore di sanità, ha evidenziato come, anche per le strutture all’interno di condomini, sia necessaria la presenza di un bagnino con brevetto di salvamento per far rispettare le norme anti contagio».

Una misura che l’organizzazione degli amministratori considera poco comprensibile, anche perché il bagnino avrebbe essenzialmente la funzione di far rispettare le distanze di sicurezza e di igiene, un compito che potrebbe essere delegato anche ad un altro soggetto, privo di particolari competenze.

«C’è una grande discussione sul tema – prosegue Colombo – e l’Anaci ha chiesto ulteriori chiarimenti». L’amministratore infatti è chiamato a verificare il rispetto delle normative ma deve evidentemente delegare questa funzione. Il problema nasce nel momento in cui l’ordinanza regionale fa riferimento alle linee guida dell’Iss che prevedono un bagnino: «Molti condomini – afferma ancora il responsabile scientifico dell’Anaci – fanno fatica ad accettare questo punto, perché in numerose piscine non è mai stato presente un bagnino; del resto non possiamo neppure pensare che la verifica dei protocolli sia demandata all’autogestione dei condomini». Le prescrizioni, infatti, prevedono che sia misurata ogni due ore la quantità di cloro presente nell’acqua, che siano evitati assembramenti dentro e fuori dall’acqua, che siano registrati per quattordici giorni i nomi di coloro che hanno frequentato la struttura e che siano predisposti dispenser per i prodotti igienizzanti. La densità massima di affollamento in acqua è calcolata in 7 metri quadrati di superficie a persona. Eventuali lettini, sdraio ed ombrelloni dovranno essere disinfettati al termine di ogni utilizzo.

«Le misure di sicurezza possono essere adottate senza problemi – dice Colombo – ma il vero nodo resta la presenza del bagnino; in assenza di ulteriori chiarimenti, consigliamo agli amministratori di sollecitare le assemblee condominiali, nonostante le difficoltà di convocazione, per la scelta di un soggetto con brevetto di salvamento. Senza bagnino per il momento raccomandiamo di mantenere le strutture chiuse».

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