Al silenzio può seguire
soltanto una parola

Sarà un silenzio assordante quello della Società Pedemontana sul pedaggio dell’autostrada omonima e, last but non least, della nostra tangenziale moncherino. Un silenzio che non lascia presagire molto di buono. Perché a quest’ora, a 10 giorni dalla fine di Expo che come l’Epifania rischia di portarsi via anche la festa delle due strade gratuite, il territorio comasco avrebbe gradito una parola chiara magari anche “categorica e impegnativa per tutti” come disse qualcuno in uno dei discorsi più sciagurati dell’italica storia.

Allora il termine era “vincere” ma si perse e di brutto. Questa volta, se fosse “pagare”, a essere sconfitto sarebbe certo il territorio (non per colpe sue), ma soprattutto il buon senso e la giustizia. E ci sarebbero delle responsabilità. Da parte di chi qualche impegno lo aveva preso. In tempi più o meno sospetti. L’ultimo della lista è il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che sul pedaggio ha fiutato l’aria che arriva da Como e magari soprattutto dalla sua Varese e si è prodotto in un meritorio giro di valzer, cambiando idea, anche se poi ha scaricato la patata bollente sul governo. Così male che vada la colpa sarà sempre di Roma ladrona. Insomma...

Poco prima di lui però c’era stato anche un esponente della squadra di Matteo Renzi, il ministro per l’Infrastrutture, Graziano Delrio che trovandosi a passare da queste parti e pungolato, fra l’altro, dai parlamentari comaschi del suo partito, il Pd, Chiara Braga e Mauro Guerra aveva promesso di impegnarsi a convocare un tavolo per discutere dell’odioso balzello che grava sugli automobilisti comaschi. Forse i nostri rappresentanti a Roma farebbero bene a dare una sveglia al ministro: il tempo stringe e se è vero che a tavola non si invecchia, a questi tavoli rischia di morire la residua speranza che Como ripone nell’impegno dei politici.

Le ragioni per cui la parola che rompa questo silenzio angosciante sia “gratis”, sono fin troppo note. La tangenziale che ci hanno portato non è quella promessa e attesa da dieci lustri. È un moncherino che funziona solo da palliativo per il traffico comasco. Con il pedaggio rischia il destino della Bre.be.mi, la nuova e salata autostrada tra Brescia, Bergamo e Milano finita su Facebook nella foto con alcuni buontemponi che giocano a calcio sul nastro d’asfalto con la quasi certezza che potrebbero anche disputare i tempi supplementari senza rischiare di essere arrotati. Conviene? Forse anche la società Pedemontana ci sta ragionando (almeno si spera),

Quando arriverà anche il secondo lotto se ne potrà riparlare del pedaggio. Ma fino ad allora ai comaschi non si deve chiedere neanche un centesimo.

Perché poi va anche detto come ha sottolineato Maria Rita Livio, sindaco di Olgiate (e altri prima di lei) che questo pedaggio lo abbiamo già versato, in maniera occulta e per anni, ogni volta che ci è capitato di transitare per la barriera di Grandate. Abbiamo dato e non abbiamo avuto e il passato non abbiamo alcuna intenzione di scordarcelo.

Sul no al pedaggio il territorio comasco è unito come forse mai era accaduto in passato. Sarebbe opportuno tenerne conto, Perché prima o poi chi ha promesso invano dovrà ripassare con il cappello in mano in cerca di voti.

Se il silenzio di Pedemontana vuole essere d’oro almeno facciamo un po’ per uno.

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