Svelti, prima  che il lago emigri

Svelti, prima

che il lago emigri

Sono convinto di una cosa. Il fatto che George Clooney abbia messo radici sul nostro lago non ne ha aumentata la bellezza. E nemmeno la presenza di Adenauer che passava un po’ del suo tempo giocando a bocce o Alberto Sordi che, sul suo sfondo, ha recitato una delle sue interpretazioni più strazianti. Se mai, se ci son venuti prendendo casa, passandoci le vacanze o anche solo per farci un film costoro, come tanti altri famosi e no, l’hanno fatto unicamente perché attirati dalla sua bellezza che ne fa senza discussioni il più bel lago d’Italia, e solo perché non ho voglia di inimicarmi il resto del mondo. La bellezza però è caduca, e la caducità non fa sconti a nessuno.

Tanto per dire, la vogliamo immaginare una donna che, anziché correre ai ripari del botulino, supplica un chirurgo plastico di metterle le zampe di gallina oppure di gonfiarle le palpebre inferiori in modo da aver perenni borse sotto gli occhi ?

Oppure riusciamo a figurarci un maschio che prega il suo tricologo di fiducia affinché gli dia la medicina che finalmente gli faccia perdere un po’ di capelli o un dietologo che gli suggerisca il metodo per sformare senza ritorno il proprio addome ?

Probabilmente no, poiché sappiamo che tutto ciò prima o poi accadrà, senza bisogno di novene. Se della nostra caducità però l’unico responsabile è il Tempo, ed è assolutamente inutile prendersela con lui ( si dice o no che è tempo perso ? ), di quella delle cose, oggetti, luoghi, paesaggi e panorami i colpevoli siamo sempre e solo noi bipedi. Noi siamo capaci di cementare, asfaltare, murare e poi, nel caso, condonare. Come nel caso di questo nostro lago, che è bipede anche lui e che fino ad ora ha sopportato sconci piccoli e grandi, a volte anche grandissimi che hanno fatto gridare all’assassinio nelle più varie lingue dell’orbe terracqueo. Ora, sarà solo una fantasia, ma temo che prima o poi, scocciandosi di essere preso in giro, possa decidere che sia venuto il momento di migrare. Non bisogna dimenticare che è di forma umana, bipede e dotato di un cervello. Chi lo sa che un bel dì, da quel cervello che sta lassù in cima, non parta la decisone di cambiare aria e luogo di residenza.

Di andare da un’altra parte del paese, a beneficiare della sua presenza altri abitanti delle sue rive e montagna. I quali si beeranno di poter dire alla faccia nostra che vivono sulle sponde del più bel lago d’Italia.

Sempre che non mediti di emigrare addirittura all’estero.


© RIPRODUZIONE RISERVATA