Un piccolo sacrificio
Una grande ricchezza

Cari lettori, da oggi il prezzo de La Provincia aumenta. Molti giornali hanno preso questa decisione nei mesi scorsi, altri la stanno applicando in questi giorni, i pochi rimanenti si allineeranno nelle prossime settimane.

La vostra copia del giornale leader del territorio costa quindi 1,30 euro. Dieci centesimi in più al giorno. Tre euro in più al mese. È una cifra molto piccola - cosa costa meno di dieci centesimi? cosa costa meno di un euro e trenta? - ma, ci rendiamo perfettamente conto, un peso in più per le persone e per le famiglie che in questi anni terribili di crisi economica e morale hanno imparato a capire pure il valore degli spiccioli. Per molti di noi anche una singola monetina è importante.È per questo che è una decisione che pesa.

E proprio per darvi un segnale forte e concreto dell’affetto che ci lega a voi, vi ricordiamo che, nonostante tutto, non aumenteremo il prezzo degli abbonamenti cartacei e di quelli on line. Trimestrali, semestrali, annuali: non cambia nulla, non spenderete neppure un centesimo in più col vantaggio, per chi non sia soddisfatto del servizio delle Poste, di ricevere il proprio giornale in abbonamento a casa tramite i nostri ragazzi della portatura o di poterlo ritirare direttamente nell’edicola di fiducia. Sono 83 centesimi al giorno per la copia cartacea e addirittura 50 per quella su pc, smartphone o tablet. Un grande risparmio.

Ci teniamo a dirvelo. Prima di aumentare il prezzo, abbiamo tagliato tante spese fisse e per le materie prime, abbiamo ridotto il numero dei giornalisti e dei poligrafici grazie ai prepensionamenti e senza lasciare quindi per strada nessuno – e anche questo è un valore -, abbiamo ridimensionato stipendi e azzerato bonus di dirigenti e redattori. Ma questo grande sforzo, operato senza sacrificare una sola pagina del vostro giornale e anzi aumentando l’offerta quotidiana e periodica di contenuti – perché si risparmia su tutto fuorché sul prodotto – non è ancora sufficiente. Il prezzo del vostro quotidiano è fermo da quattro anni e nel frattempo l’avvitarsi della crisi economica ha prodotto una significativa contrazione degli introiti pubblicitari, che rappresentano circa la metà delle nostre entrate, per quanto i nostri problemi siano di molto inferiori a quelli del resto del mondo dell’informazione e gli ultimi mesi di raccolta pubblicitaria ci stiano dando segnali forti e incoraggianti.

Bene, vi chiediamo un piccolo sforzo perché vogliamo non solo mantenere, ma aumentare la quantità e soprattutto la qualità della nostra informazione, vogliamo continuare a cercare le notizie in tutti gli angoli dei nostri territori, a curarle ed approfondirle e a investire nelle nuove tecnologie e nella professionalità delle persone. Chi non fa questo, in ogni campo, è destinato a sparire e, infatti, tanti giornali che si sono arroccati nella difesa tenace ma ottusa dell’esistente sono già scomparsi dopo aver fatto il loro ultimo giro di valzer. Dieci centesimi in più al giorno sono il sacrificio che vi chiediamo per continuare a garantire la qualità che 59 giornalisti e 350 collaboratori ogni giorno tentano di riversare, riuscendoci spesso, sulle pagine del vostro quotidiano.

Cari lettori, sapete bene che La Provincia è un giornale speciale innestato nel cuore e nel sangue della sua terra di riferimento. Anzi, è molto più di un organo di stampa: è un’istituzione, storia e memoria di un’intera comunità. Ha un editore che non fa affari, ma solo informazione, ha tutti i contratti in regola, versa tutti i contributi, rispetta tutte le norme previste dal contratto in un ambiente, quello dei media, che è invece in larga parte dominato dal lavoro nero, dall’abusivismo e dall’evasione contributiva senza che gli enti preposti al controllo abbiano mai mosso un dito per far rispettare le regole stabilite dal mercato e dalla legge. Ma non saremmo in Italia, se fosse altrimenti. C’è chi copia le notizie, chi non paga i giornalisti, chi li sfrutta, chi trucca i conti, chi evade le tasse. Che pena. Beh, la nostra credibilità e la credibilità delle notizie che leggete sul vostro giornale deriva anche da questo: sapete chi siamo e come lavoriamo e sapete che dietro i nostri tanti errori, così come dietro i nostri tanti meriti, non ci sono zone grigie, affarismi, potentati o affiliazioni politiche. Ci siamo noi e il nostro lavoro corretto e pulito. E niente altro.

Un euro e trenta è poco più di un caffè ed è il prezzo per avere la vostra città e la vostra terra sotto gli occhi tutti i giorni. Ed è una cosa che possiamo garantire solo noi. E’ per questo che noi siamo noi e gli altri, con tutto il rispetto, ma spesso anche no, sono solo gli altri.

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