Domenica 12 Settembre 2010

Como, patenti sospese
niente permessi orari

COMO - Linea dura sui permessi orari per guidare l'automobile anche in caso di sospensione della patente per stato d'ebbrezza: la prefettura, che quest'anno ha già registrato un incremento del 30% di patenti ritirate rispetto al 2009, non è orientata all'indulgenza. Si aprono e si chiudono subito, nel Comasco, le “finestrelle” speranzose aperte dall'ennesima modifica al Codice della strada, entrata in vigore il 13 agosto scorso, nuova legge pubblicata il 29 luglio. Infatti, la patente del conducente colto in stato d'ebbrezza, viene sospesa per un periodo variabile da tre mesi a due anni, secondo il tasso alcoolico riscontrato. Precisamente: un tasso di alcool tra 0,51 e 0,80 grammi per litro comporta sanzioni amministrative da 500 a 2000 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. I tassi da 0,81 a 1,50 sono di competenza penale, finiscono in condanna per decreto penale con conversione dell'arresto in ammenda da 250 euro al giorno, con sospensione della patente fino ad un anno e fino a due anni è la sospensione della patente per livelli alcoolici da 1,50 grammi / litro all'infinito, oltre alle pene pecuniarie, sempre che non intervengano lesioni o perdite di vite umane. Il problema: la guida in lieve stato d'ebbrezza o in prima fascia, da 0,51 a 0,80, con la modifica di luglio al Codice della strada, non è più reato, ma è un illecito amministrativo e, almeno in questo caso, si erano aperte le speranze per permessi temporanei. L'articolo 218 del nuovo codice le consentiva: «solo nel caso in cui non siano stati commessi incidenti, il conducente può presentare istanza al prefetto intesa ad ottenere un permesso di guida per determinate fasce orarie e per non più di tre ore al giorno, qualora risulti impossibile ed estremamente gravoso raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici o comunque non propri». Respinte già in partenza le istanze di chi è in «fascia reato», rimane la fascia A, il lieve stato d'ebbrezza e almeno una richiesta al giorno perviene alla prefettura, ma numerosi avvocati sostengono di accingersi a presentare istanza per i rispettivi assistiti, in obiettive difficoltà a raggiungere il posto di lavoro.

p.berra

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