Venerdì 11 Marzo 2011

La Regione dimezza
la nuova tangenziale

COMO - È sparito un pezzo della tangenziale di Como. Potrà sembrare incredibile, ma il progetto esecutivo non prevede più la strada pensata per collegare la viabilità ordinaria con l'imbocco del primo tratto della tangenziale, a Grandate. C'è il tracciato del primo lotto (da Grandate all'Acquanegra), ma è stato cancellato il peduncolo che dovrebbe portare da Villa Guardia al maxi svincolo di Grandate. Manca, insomma, una strada per permettere alle auto di imboccare la tangenziale. La clamorosa notizia è trapelata ieri e il problema è finito sul tavolo dei vertici della società Pedemontana.
La variante di Villa Guardia è stata di fatto cancellata dalla Regione nell'ultimo progetto, visto che compariva sia in quello preliminare sia in quello definitivo. Ma per il territorio si tratta di un'opera fondamentale, consentendo di eliminare il traffico dalla viabilità ordinaria ed evitare agli automobilisti di percorrere la Varesina in tutta la zona di Montano Lucino, dell'ospedale e di Lazzago (le tavole prevedevano la partenza dal centro di Villa Guardia, subito dopo il semaforo). Non ottenerla significherebbe rendere in buona parte inutile la tangenziale: chi andrebbe fino a Grandate per imboccare un'autostrada di 2 chilometri e mezzo e poi uscire ad Albate? Beffa nella beffa: la strada scomparsa misura 3 chilometri ed è quindi addirittura più lunga del primo lotto della tangenziale. Peccato che sia diventato un nastro d'asfalto “fantasma”.
Stando a quanto emerso ieri, la vicenda si spiegherebbe così: la Regione, prima di approvare il progetto, inserisce una prescrizione, chiedendo che il peduncolo da Villa Guardia a Grandate venga realizzato a quattro corsie. Il motivo? In questo modo andrebbe a integrarsi con l'ipotetico tracciato della Varese-Como-Lecco (per ora esiste solo uno studio di fattibilità). Ma da Pedemontana rispondono picche, anche perché una strada a quattro corsie implicherebbe lo stravolgimento dello svincolo di Grandate. Risultato: senza che gli enti locali se ne accorgano o battano ciglio, la strada viene eliminata dal progetto esecutivo. Un'ennesima doccia gelata, come se non bastasse quella sul secondo lotto della tangenziale, non finanziato. Oltre ad avere una tangenziale di soli due chilometri e mezzo che finisce nella brughiera di Albate, insomma, i comaschi oggi scoprono che quel mini-tratto è, per di più, quasi irraggiungibile.
La commissione Territorio di Villa Saporiti, intanto, è stata convocata per lunedì prossimo (la comunicazione è arrivata ieri dall'ufficio stampa) ed evidentemente al centro dell'attenzione ci sarà proprio questa enorme “grana”. In Amministrazione provinciale le bocche restano cucite. L'ordine del giorno della seduta, comunque, parla chiaro: «Comunicazioni urgenti in merito al primo lotto della tangenziale di Como».
Michele Sada

p.berra

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