Case di riposo: onda lunga del virus
Zero positivi, ma morti raddoppiati
alla “Garibaldi Pogliani” di Cantù

Si è passati da una media di 5 decessi al mese a 8-10, pur essendo le strutture Covid free. Il presidente: «Cause naturali, ma l’aumento è reale». Nella Rsa di via Fossano ben 35 posti liberi

Case di riposo: onda lunga del virus Zero positivi, ma morti raddoppiati alla “Garibaldi Pogliani” di Cantù
CANTU' - LA CASA DI RIPOSO GARIBALDI POGLIANI DI VIA FOSSANO
(Foto di Stefano Bartesaghi)

È l’onda lunga del Covid che nelle Rsa, a zero positivi, lascia comunque il segno. In questi ultimi mesi, la Fondazione Garibaldi Pogliani onlus, nelle sue tre strutture - a Cantù in via Garibaldi e in via Fossano, e a Capiago Intimiano in via Camuzio - registra una tendenza statistica al raddoppio dei decessi rispetto alla media del periodo preCovid.

Si è passati così da una media di 5 decessi al mese a una media tra gli 8 e i 10 decessi a seconda del mese: un dato che rappresenta il totale mensile dei decessi in tutte e tre le strutture. Quindi: nessun caso positivo, dopo la vaccinazione massiva dei mesi scorsi, ma la sensazione è che diversi anziani, dopo aver contratto il virus prima della disponibilità dei vaccini, ed essere poi guariti dal Covid, abbiano comunque accusato i danni lasciati sul medio periodo dal Sars-Cov-2.

Numeri impietosi

«Ci sono decessi, dovuti a cause naturali e non a Covid, che da statistiche sono aumentati in numero rispetto agli anni precedenti - riferisce il presidente della Fondazione Silvano Cozza - Con tutta probabilità, si tratta di persone che magari sono sopravvissute alla pandemia, ma che poi non ce l’hanno fatta. A meno di non voler leggere quanto sta accadendo come una coincidenza, basta guardare la media mensile dei decessi per avere un dato di cui altrimenti non si spiegherebbe il perché. Mese per mese, abbiamo sempre avuto, indicativamente, in totale nelle tre Rsa, quattro o cinque decessi. Negli ultimi mesi, con tutti gli ospiti vaccinati da tempo, i decessi sono comunque il doppio: indicativamente, tra gli otto e i dieci al mese».

È anche questo uno dei motivi per cui la Fondazione si ritrova, oggi, con diversi posti disponibili in via Fossano. «È la Rsa con la quota giornaliera più alta: le altre Rsa si sono riempite anche perché c’è chi si è spostato da via Fossano per pagare qualcosa meno. In via Fossano ci sono 35 posti liberi», dice Cozza. Che significherebbe: vuota per più di un quarto, a considerare la capacità ricettiva piena da 120 posti.

I rischi per il bilancio

Assenze che rischiano di impattare sul bilancio complessivo della Fondazione. Al momento, la situazione sembra essere sotto controllo. Ma se i posti vuoti continueranno a restare tali su un periodo più lungo, si dovranno ripensare gli equilibri di bilancio. La matematica è spietata. E se c’è minore potenzialità di entrata rispetto ai tempi in cui le Rsa erano tutte e piene, si dovrà correre ai ripari in qualche modo.

«A breve verrà convocato il Consiglio d’amministrazione per fare il punto sulla situazione, certamente questi 35 posti in meno qualche problema ce lo creano - dice il presidente - Abbiamo già operato sui costi, ma più di tanto non si può fare, e non si può nemmeno diminuire il personale, perché abbiamo degli standard da rispettare. Sinora non abbiamo utilizzato la cassa integrazione. Vediamo: fra una quindicina di giorni tireremo le somme. E vediamo anche cosa farà la Regione». In termine, più in genere per le Rsa, di sostegno economico.

Christian Galimberti

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