Il sindaco di Cantù e Liliana Segre  «Dico sì alla cittadinanza onoraria»
La senatrice Liliana Segre, deportata ad Auschwitz, ora sotto scorta

Il sindaco di Cantù e Liliana Segre

«Dico sì alla cittadinanza onoraria»

Alice Galbiati sulla proposta del Pd: «Ma la mozione dovrebbe essere condivisa da tutti»

Liliana Segre, già senatrice a vita, cittadina onoraria di Cantù: una proposta, avanzata dal gruppo di minoranza di Pd Unire Cantù e Cantù con Noi, che incontrerebbe, in linea di principio, il favore del sindaco della Lega Alice Galbiati e del deputato leghista Nicola Molteni.

Tuttavia, non si prevede una vita facile in Consiglio per la mozione della minoranza. Già sin d’ora la Lega sembra esprimere alcune condizioni nette: no a strumentalizzazioni politiche, l’espressione usata,ma sì a un testo condiviso dalle parti politiche.

Le firme in calce alla mozione del gruppo Pd-Unire-Cantù sono del capogruppo consiliare Vincenzo Latorraca e dei consiglieri Antonio Pagani e Filippo Di Gregorio. La senatrice a vita, nata a Milano da una famiglia ebraica, è ora sotto scorta a ogni uscita e incontro pubblico. Sopravvissuta alla deportazione a Auschwitz, viene bersagliata da una media di 200 minacce al giorno, via social, incitanti all’odio razziale.

Ieri, il sindaco Galbiati, in mattinata e in prima battuta, chiamata da La Provincia a commentare, si è detta fondamentalmente disposta a concedere la cittadinanza onoraria alla Segre.

«Personalmente sono favorevole. Anzi, ritengo che per dare più forza al riconoscimento il testo della mozione debba essere condiviso e sostenuto da tutti - le sue parole - Invito i capigruppo a trovarsi per discuterne». Quindi, una precisazione: «Aggiungo una considerazione, anzi una speranza. Che questa iniziativa non sia strumentalizzata. Proprio per questo auspico condivisione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA