Barbagia e polemiche, il sindaco rilancia
«Mi scuso, ma il tema vero è la sicurezza»

Il caso Attacchi da Giordano Molteni (FdI) e Barbara Minghetti (Svolta civica) sulle dichiarazioni. Rapinese a Bersani: «Cosa proponi per i clandestini?». E alla destra contesta i mancati interventi

Barbagia e polemiche, il sindaco rilancia «Mi scuso, ma il tema vero è la sicurezza»
Il sindaco Alessandro Rapinese in consiglio comunale

Il sindaco Alessandro Rapinese si scusa sulla citazione della Barbagia, ma rilancia: «Il tema vero è la sicurezza». Sulla questione esplosa dopo una sua dichiarazione a “La Provincia” sullo stupro avvenuto ai danni di donna bulgara da parte di un pakistano clandestino (aveva detto « Ci sono ampie zone deserte della Barbagia che potrebbero ospitarli, mentre si attende che vengano rimpatriati»). Già martedì sera aveva dichiarato: «La prossima volta proporrò di trasferirli su qualche vetta di montagna a 3mila metri. O a Capalbio, località dove saranno accolti con tutti gli onori... » . E ieri il sindaco è intervenuto sulla sua pagina Facebook dopo che le sue parole hanno fatto il giro d’Italia, suscitando la protesta dei sardi.

Contro i partiti

«Se rilasciassi oggi l’intervista relativa allo stupro avvenuto nella mia Como da parte di un clandestino pakistano non tirerei nuovamente in ballo la Barbagia che, giustamente, è insorta». Però poi invita ad andare oltre e attacca Pierluigi Bersani (lo aveva contestato in un tweet) e Fratelli d’Italia. «Tutto il resto però rimane sul tavolo - prosegue Rapinese - Bersani, quindi, tu cosa proponi? Cosa facciamo con tutti questi clandestini che popolano, rendendole invivibili, le nostre città? E voi, Fratelli d’Italia, che mi avete consegnato una Como che sembra Gotham City, potreste fornirmi un solo motivo per considerarvi una seria alternativa al Pd? A Como la differenza tra voi ed il Pd, con il quale avete inciuciato a tal punto da correre nella stessa lista alle elezioni provinciali, non si è proprio notata. Barbagia a parte, cari partiti, non avete altro da dire? Il tema non è la Barbagia, con la quale mi scuso nuovamente, ma la sicurezza. E l’unica sicurezza è che Como, grazie a voi, è insicura».

I sardi: «Solo luoghi comuni»

Ieri ad attaccarlo anche i due candidati sindaco che siedono all’opposizione. «Strumentalizzare l’episodio, come abbiamo visto fare dal sindaco - le parole di Barbara Minghetti, in una nota firmata anche da Vittorio Nessi e Luca Vozella - facendone uno slogan anti immigrazione è irresponsabile: significa buttare un cerino in una boscaglia arida e secca. Le politiche migratorie sono complesse, prova ne è il fatto che i governi sia di destra che di sinistra non sono stati in grado di trovare le giuste risposte. Non può funzionare solo un metodo repressivo e di isolamento. Inclusione e accoglienza necessitano di un processo lungo». E ancora parla di «inadeguatezza del personaggio e delle sue continue sparate frutto di poca attenzione e umanità», gli contesta di non aver avuto un pensiero per la vittima e rilancia sul dormitorio chiedendolo «permanente e diurno».

Il candidato sindaco di centrodestra, ora consigliere di FdI Giordano Molteni contesta «la pessima figura che, con le sue dichiarazioni, ha fatto fare alla città, in tutto il Paese». E ancora: «Mi ricorda un noto ministro che all’estero, rappresentando l’Italia, non sapeva neppure in che parte del mondo fosse il Paese ospitante. Signor sindaco, si documenti meglio sulla cultura, le tradizioni, la storia della Sardegna e della Barbagia».

Il luogo comune sulla Barbagia

In serata ha preso posizione anche il circolo Sardegna Como, che inviterà il sindaco a un evento a novembre sulla violenza contro le donne. In una lunga nota, tra le altre cose, si legge: «I luoghi comuni a volte, a seconda del contesto, possono creare qualche scompiglio, accendere gli animi delle persone, ma cerchiamo di riportare il tutto a quello che spesso rappresentano, delle pure e semplici banalità alle quali va dato il giusto peso». E parlano di «luogo comune sulla Barbagia che si rifà a stereotipi che si perdono nella notte dei tempi quando, per punizione, ti minacciavano di trasferirti in Barbagia».

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