Como, case comunali   c’è da diventare ricchi
Via Volta, civici 34 e 36: quattro dei 12 appartamenti di questi edifici comunali sono vuoti (Foto by foto butti)

Como, case comunali

c’è da diventare ricchi

Non soltanto alloggi popolari, anche appartamenti in centro storico e in zone pregiate. Ristrutturarli costa 500 euro al metro quadrato. E Palazzo Cernezzi potrebbe rivenderli a cifre sette volte superiori

A ridosso del centro o nel cosiddetto “salotto buono”. Le case comunali non sono tutte in periferia. Il maggior numero, va detto, sono piuttosto lontane dalla città murata (la maggiore concentrazione è tra le vie San Bernardino da Siena o Spartaco), ma non mancano immobili, vuoti, nelle zone più ricercate e apprezzate di Como.

Per questo, come ha spiegato a La Provincia l’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Bella, una quota di appartamenti, quelli in zone di pregio o con vista lago, potrebbero essere messi in vendita a prezzi di mercato.

E allora: quanto potrebbe guadagnarci il Comune, considerati i costi di ristrutturazione? Facendo una stima, senza entrare nello specifico dei singoli casi, anche sette volte tanto. Prendiamo, come esempio, via Cesare Cantù e via Volta, ampiamente posizionate dentro le mura. Nella prima, al civico 53, c’è un palazzo storico di proprietà comunale. Secondo la ricognizione del patrimonio a uso abitativo aggiornata a settembre 2016, al suo interno è disponibile un appartamento da ristrutturare.

Via Volta è una strada fra le più ambite fra chi cerca casa. Al civico 34 e 36, vicino alla Prefettura, c’è uno stabile comunale con 12 appartamenti di cui quattro da assegnare.

Anche qui, il calcolo di massima è piuttosto semplice e addirittura in rialzo, perché, tenendo per buono lo stesso costo di ristrutturazione, la vendita al metro quadro potrebbe salire a 4mila euro. Per una casa di cento metri, il ricavo sarebbe di 350mila. Moltiplicato per quattro, arriviamo a un milione e 400mila, sette volte quanto investito per rimetterle a nuovo. Le cifre, ovviamente, sono stime e non considerano le specificità dei singoli casi - non abbiamo comunque contato le case dichiarate inagibili perché, in quel caso, la spesa per la ristrutturazione sarebbe più alta - ma rendono bene l’idea del tesoro a disposizione del Comune.

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